Crisi cerealicola … come andrà a finire?

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Data l’allarmante crisi che sta attraversando il settore cerealicolo, soprattutto nell’Italia del Sud, presto sarà predisposto un Piano Nazionale Cerealicolo per fronteggiarne la crisi. Le condizioni per ricevere l’aiuto, previsto dai premi disaccoppiati, prevede che su uno stesso appezzamento si applichi un ciclo rotativo che impieghi un anno cereali e l’ altro anno o piante proteiche o oleaginose. I cereali sono tutti ammessi anche quelli minori (grano tenero, grano duro, mais, orzo, sorgo, avena, segale, farro e miglio), in particolare per il grano duro e quello tenero è d’ obbligo la certificazione. Le piante proteiche ammesse sono: fave, favette, favino, pisello proteico e lupini dolci, mentre quelle oleaginose ammesse sono: soia, girasole e colza.
Il Piano Nazionale Cerealicolo è stato stilato a Bari in occasione della Fiera del Levante alla presenza del presidente della Commissione agricoltura dell’Ue, Paolo De Castro e del sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, ma a quanto pare il documento prevede anche l’istituzione di una cabina di regia  delle regioni del Sud (Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna), per il rilancio dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

Sono stati individuate le prime aree i intervento, quelle più urgenti quali la richiesta alla Commissione europea di restituire gli arretrati (dal 2000 al 2004) del bonus gasolio di cui hanno beneficiato le aziende serricole; il reintegro dei fondi Fas destinati all’agricoltura; il recupero dell’Iva nei Psr per gli enti pubblici; l’utilizzo dei fondi Pon (Programma operativo nazionale) per la ricerca; le misure da attivare per fronteggiare le difficoltà economiche delle aziende agricole e quelle che attengono alla compensazione per l’apertura dell’area di libero scambio con i Paesi terzi; i sostegni alle Organizzazioni dei produttori (Op) agricoli e ittici.

Il protocollo prevede anche una serie di incontri tra le varie Regioni almeno uno al mese, su richiesta di almeno uno dei qualsiasi assessori. Dovranno realizzarsi due grandi progetti uno per valorizzare il patrimonio dei prodotti agroalimentari del Sud Italia attraverso sistemi di certificazione di qualità e l’altro per sensibilizzare ed aumentare la conoscenza del consumatore sui prodotti che acquista.
Noi ci auguriamo che dietro tutti questi propositi si comincia veramente a fare qualcosa di serio per la nostra terra, che si tengano conto delle difficoltà più stringenti e che diano anche nuovi sbocchi di lavoro, perché, illusi dai buoni propositi, siamo davvero stanchi di arrenarci davanti ad ogni scoglio, solo perché i “grandi” e cioè quelli che prendono le decisioni sono solo bravi a parlare e poco ad attuare.
Buon lavoro

Via |: agronotizie.imagelinenetwork

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