La filiera corta è un meccanismo utilizzato per commercializzare prodotti di vario tipo che prevede un rapporto diretto tra produttore e consumatore, accorciando il numero degli intermediari e diminuendo il prezzo finale. Con l’avvento della globalizzazione questo singolare meccanismo di commercio è stato eclissato dai svariati centri commerciali che offrono di tutto di più, non considerando i costi ambientali.
In un periodo particolare come quello che stiamo vivendo, in cui è difficile trovare lavoro, è indispensabile reinventarsi qualcosa per poter lavorare onorando non solo noi stessi, ma soprattutto la terra che ci ospita ed è per questo che in Italia iniziano a diffondersi i negozi di prodotti sfusi. Si tratta di negozi che vendono esclusivamente prodotti sfusi, alla spina e senza imballaggi. Non solo i detersivi e il latte, ma una gamma paragonabile a quella dei mini market: dalla farina al té, dalla pasta all’aceto, passando attraverso la miscela per le torte, i legumi e le saponette al taglio. Si spende un 20-30% in meno, si ha la possibilità di portarsi a casa esattamente la quantità desiderata e soprattutto non si paga un assortimento di imballaggi destinati a finire nelle nostre pattumiere.
Esperienze pioniere sono quelle di Effecorta a Capannori (Lucca) e del Negozio Leggero di Torino, che promuovono entrambe questa filosofia di commercio ed estendono il loro “Know -how” a tutti colori che sono realmente interessati a estendere tale iniziativa. E proprio in relazione allo spreco di imballaggi che continuiamo a produrre, sento di affermare che molto spesso ci soffermiamo a guardare l’involucro quando in realtà ciò che ci interessa è il contenuto!
Via|terranuova
Foto|servicedesignblog

