I legumi panacea dei popoli, alimenti poveri di grassi ma ricchi di proteine, carboidrati e fibre e che donano un piacevole e sano senso di sazietà, ricchi di calcio, di vitamine (vitamina B1) e sali minerali come ferro e potassio.
NFI – Nutrition Foundation of Italy – Centro Studi dell’Alimentazione – segnala studi scientifici che confermano gli effetti benefici dei legumi. Infatti in questi studi viene messa in evidenza l’importante funzione di controllo sui livelli di colesterolo del sangue e la potenziale riduzione del rischio cardiovascolare.
L’effetto ipocolesterolemizzante dei legumi trova conferma nelle conclusioni di un articolo, pubblicato su “Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases”, per il quale sono stati esaminati i dati ottenuti da 10 studi clinici randomizzati, condotti con l’obiettivo di valutare la relazione fra il consumo di legumi e il profilo lipidico, su un totale di 270 pazienti.
Quella che sto per proporvi è una ricetta fantasiosa che utilizza ingredienti gustosi ed economici e soprattutto richiede poco tempo, cosa che ben si sposa con i ritmi frenetici odierni. Ingredienti necessari per realizzare queste crocchette sono le lenticchie (si consigliano quelle “altamurane”), zucca, fiocchi d’avena e il curry, spezia dal gusto esotico e leggermente piccante.
Ingredienti per circa 30 crocchette (4-6 persone):
Nuove scuole di pensiero nel campo del marketing stanno sviluppandosi negli ultimi tempi e tra questa quella che più mi ha incuriosito è stata quella creata da un gruppo di ricercatori italo-francesi che propone uno stile di Marketing Nostrum, basato sul bagaglio valoriale dei paesi Mediterranei.
Infatti mentre il Marketing anglosassone risponde essenzialmente a una richiesta di individualizzazione e personalizzazione da parte dei consumatori, l’approccio mediterraneo cerca di ristabilire un legame sociale arcaico e comunitario. Secondo questi studiosi la tendenza del consumo postmoderno è quella di andare verso una sorta di “ri-radicamento” al territorio, attraverso la ricerca di radici e legami sociali.
Per quanto riguarda il settore agricolo locale considero che le possibilità dell’utilizzo di un marketing mediterraneo siano più che giustificate ed appropriate e mi riferisco in particolare alla “Lenticchia di Altamura” che forse a ragione di molti è stato il primo prodotto a rendere famosa la nostra città e a dare lavoro e reddito in periodi difficili. Prima che del Pane Dop di Altamura, prima del Settore del mobile imbottito, ogni famiglia di Altamura e non solo aveva un legame con tale coltura, da chi la coltivava a chi la lavorava fino a colui che la commercializzava ogni famiglia aveva almeno una persona che traeva reddito e da questa produzione.
Buon anno, cari lettori di Agrogreen service. Immagino che starete brindando, se non lo avete già fatto, per salutare l’anno passato e dare il benvenuto a questo nuovo anno. E quale modo migliore quello di brindare in bicchieri che quando sono ormai vuoti si mangiano? Molto spesso, quando si beve si ha anche fame subito dopo, e quello che vi propongo, non certo di alcolizzarvi il primo dell’anno, è di creare dei bicchieri in gomma o cioccolato. Ciò di cui avete bisogno sono uno stampo (da poter utilizzare nel forno a microonde) di quelli usati per i cubetti di ghiaccio e di circa 400 g di gommose. Vi spiego come realizzarli in quattro semplici mosse:
1. Si sciolgono le gommose nel forno a microonde per circa 1minuto e 20 secondi o finché non si sciolgono del tutto (se preferite bicchieri colorati e non scuri è opportuno separare le gommose in base al colore, tipo le rosse e le arancioni dalle verdi e gialle), si versa il liquido nello stampo e si picchietta per livellarli;
2. Si pone il tutto in freezer per circa un’ora e mezza, o finché non solidifica;
3. Per rimuovere i bicchierini dallo stampo, si inverte ogni sezione dello stampo. Non preoccupatevi di rimuovere con un pò di forza, in quanto essendo di gomma potrebbero al massimo distorcersi. Conservateli in freezer sino al momento di utilizzo;
Continua il mio piccolo inserto sui frutti tropicali, come promesso vi descrivo brevemente e vi racconto curiosità, trovate qua e là sull’avocado, il frutto della passione e l’achechengi. Prima di passare all’esotico vorrei ricordarvi che stanotte è tradizione mangiare, oltre alla nostra amata Lenticchia di Altamura, anche 12 chicchi di uva per avere fortuna tutto l’anno. L’uva è simbolo di vita, di resurrezione e quindi di immortalità, tanto che un tempo si lasciava essiccare sui tralicci o nei solai per consumarla nel periodo Natalizio. Oggigiorno la si trova abbondantemente presente sui mercati ortofrutticoli ma per la maggior parte proveniente dal Cile e dall’Egitto.
In ogni caso colgo occasione per auguravi una buona vigilia di Capodanno e che questo 2010 vi sia più prospero. Read More »
Pochi giorni fa, durante una discussione con alcuni amici, mi è stato chiesto in cosa consistesse il Green Marketing e perchè nel nostro progetto la “Lenticchia di Altamura” era considerata un prodotto con cui ben si abbinava questo nuovo modo di fare marketing.
La spiegazione è stata naturale per una serie di motivi alcuni prettamente scientifici altri culturali e/o colturali. Infatti la lenticchia essendo una Leguminosa naturalmente fissa l’azoto atmosferico per poi cederlo al terreno una volta che il ciclo colturale è terminato, permettendo basse richieste di input chimici non solo per la sua coltivazione ma anche per la successiva coltura. Altro punto a suo favore è la tipicità territoriale del prodotto, coltivato in una zona di pregio o in zone limitrofe al Parco Nazionale dell’AltaMurgia.
Dal punto di vista morfologico essendo più verde delle altre tipologie di lenticchia commercializzate ha un non so che di Green nel suo corredo. Per finire, dal punto di vista organolettico, con il panel test da noi messo a punto si sono notate delle differenze, che dovranno essere indagate maggiormente, ma che sono già un buon punto di partenza.
Quindi visto che il Capodanno si avvicina, perchè non preparare un bel piatto di “Lenticchia di Altamura” Green per un beneaugurante inizio dell’anno? A voi la scelta.
Grazie o a causa del tenore di vita medio alto della nostra società, il Natale è diventato occasione per sfoggiare abbondanza e per imbandire tavole ricche di infinte leccornie. Il giorno di Natale è tutto permesso, anche se stando ai dettami della dieta con quello che si mangia tra la Vigilia di Natale, il giorno di Natale e a S. Stefano si potrebbe tirare avanti per un mese.
Protagonista indiscussa delle nostre tavole, necessaria anche a stupire gli ospiti è la frutta esotica.
Oggi intendo soffermarmi sulla frutta esotica ormai diventata comune da qualche anno a questa parte sulle nostre tavole o sui banchi ortofrutticoli e descrivervi brevemente alcune caratteristiche peculiari dei datteri, della papaya, del mango, dei licti o ciliege cinesi, dell’avocado, della granadilla o frutta della passione, degli alchechengi o lanterne cinesi. Speciale suddiviso in due puntate, mi auguro di essere d’aiuto nella scelta dei frutti visto che le feste non sono terminate. Read More »
Care signore non sarà più necessario dimenarsi tra i fornelli, qualcuno si è inventato un nuovo modo di mangiare! Arriva dalla Havard University un nuovo brevetto! David Edwars ha inventato un inalatore capace di liberare particelle profumate che sniffate danno la sensazione di mangiar esattamente il cibo di cui si respira l’aroma, senza alcun problema per il sistema respiratorio. Questo inalatore è molto simile a un piccolo aerosol tascabile utilizzabile più volte. Pertanto non sarà più necessario bandire banchetti basterà che ogni invitato porti il proprio inalatore personale e il banchetto potrà avere inizio. Sarà possibile farsi le migliori abbuffate del cibo desiderato e senza problemi per la linea!
Attualmente esiste lo sniffatore di cioccolato ed è stato chiamato Le Whif, da “whiffing” ovvero soffiante è già in vendita a pochi dollari e per chi è interessato può anche andare sul sito http://www.lewhif.com/ per seguire il programma e vedere la dimostrazione del video sul suo utilizzo.
…. Che dispiacere rinunciare a buon tortino al cioccolato per limitarsi solo a sniffarlo!.
L’Agrogreen Service in collaborazione con lo chef Michele Lorusso e delle aziende agricole produttrici effettueranno il panel test della “lenticchia di Altamura”.
Se avete voglia di far parte nel nostro gruppo di “assaggiatori” vi aspettiamo domenica 29 novembre alle 19,30 presso l’Always pub di Atamura in via Ofanto, 15.
Coloro che consumano cibi grassi, ricchi di zucchero e molto lavorati ha il 60% in più delle probabilità di cadere in depressione rispetto a coloro che consumano abitualmente verdura, frutta , legumi e pesce. A confermarlo è lo studio della University College London che ha pubblicato sul British Journal of Psychiatry il primo studio sulla relazione dieta e salute mentale.
Diverse ipotesi sono state fatte sulle relazioni che intercorrono tra la dieta e lo stato mentale. Nella frutta, nei broccoli, negli spinaci, nei ceci nelle lenticchie c’è un’elevata concentrazione di antiossidanti che sono un vero toccasana contro la depressione. Inoltre il consumo di cibi troppo zuccherati comporta uno scompenso a livello del sangue di insulina che a lungo andare non solo la causa del diabete, ma anche di sbalzi d’umore.
Importante è diversificare gli alimenti, da un maggior senso di appagamento al corpo e alla mente.
E’ per questo che noi promuoviamo il consumo di lenticchie di Altamura e dei legumi in genere. Essi sono tra gli alimenti che hanno meno controindicazioni, fanno bene nel caso di patologie cardiovascolari, hanno un effetto positivo nell’abbassamento del colesterolo e del glucosio nel sangue.