Bandiere blu in regola?

Le bandiere blu  rilasciate  quest’anno alle spiagge italiane dalla Fee, Foundation for Environmental Education sono 231 . Ma “la situazione non è per niente cristallina”, sarebbe il caso di dire. Infatti hanno ricevuto il marchio di qualità anche quelle situate  in sei Comuni non in regola con il trattamento delle acque reflue. Nell’identica situazione cinque approdi turistici.  Ciò significa che lì la depurazione degli scarichi fognari non viene effettuata come dovrebbe. L’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) ha reso pubblico l’elenco con 178 comuni non in regola con le norme europee di trattamento degli scarichi reflui. Tutto ciò è costato all’Italia il deferimento alla Corte Europea.

I centri balneari in questione sono:

Massa Lubrense (Campania)
Finale Ligure (Liguria)
Pozzallo, Ragusa, Menfi (Sicilia)
Piombino, Follonica (Toscana)

Ed ecco l’elenco degli approdi turistici a bandiera blu che fanno capo a Comuni non in regola con gli scarichi:

Porto Sole (Sanremo), Imperia Mare (Imperia, Liguria)
Marina di Capri (Capri, Campania)
Marina Hannibal (Monfalcone), Lega Navale Italiana (Trieste, Friuli Venezia Giulia).

In questo caso i requisiti considerati sono qualità dell’approdo, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale ed informazioni; manca la qualità delle acque che dovrebbe essere il fattore principale, ma a quanto pare in Italia la salute dei propri abitanti non sta a cuore! – Le acque reflue non trattate possono essere contaminate da batteri e virus dannosi, contengono quantità notevoli di nutrienti come l’azoto e il fosforo che possono contaminare le acque dolci e l’ambiente marino favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita (eutrofizzazione)”.

Via| blogeko

Foto|aduc

Earth day: Give Earth a hand

Via|greenpeace

L’agricoltura italiana va riorganizzata e subito!

Nei giorni scorsi a Taormina si è tenuto l’annuale forum della Confragricoltura per annunciare il disegno di riorganizzazione dell’agricoltura italiana. Il Presidente stesso della Confagricoltura Federico Vecchioni ad esporre le linee secondo cui l’agricoltura può ancora sperare in un miglioramento. Sono capisaldi che da sempre vengono discussi ma noi ci chiediamo quando qualcuno di fatti farà qualche cambiamendo?  Il Presidente Vecchioni punta il dito sull’organizzazione strutturale delle imprese agricole che devono aumentare di dimensioni per ritenersi competitive.

Il lavoro e previdenza: l’Italia deve semplificare la burocrazia per gli adempimenti del lavoro e riallineare il costo del lavoro a quello europeo (in Italia è il più basso). Read More »

Arrivano le analisi dell’acqua on line


L’acqua del rubinetto è piu controllata ed economica di quella imbottigliata! Ad avvalorare questa tesi (che poi tanto tesi non è, dato che ci sono dei dati che parlano chiaro) arrivano le analisi on line, ovvero molte aziende hanno deciso di pubblicare su internet  i risultati delle analisi delle acque degli acquedotti distribuite in molti paesi italiani.

Su blogeko potrete trovare link utili per saperne di più sull’acqua che bevete.  Qui  vi riporto il link dell’acquedotto pugliese:

www.aqp.it

Via| blogeko

Foto|solforoso

La casa ecologica

Tante sono le notizie che si possono apprendere in rete e oggi vorrei condividere con voi la mia  scoperta di una casa ecologica realizzata con bottiglie di plastica riciclata.  Si tratta di una casa piccolina, ma perfettamente abitabile, ecologica, a costo zero (manodopera esclusa) dato che gli arredamenti e le pareti sono stati realizzati con materiale riciclato. La casa in questione si trova a Puerto Ignazu , vicino alla frontiera fra Argentina e Brasile. L’indirizzo completo è: Barrio Las Horquideas, Manzana B, Lote 7.

Alfredo Santa Cruz e la sua famiglia hanno utilizzato oltre 1200 bottiglie in Pet e  oltre 1300 cartoni di tetrapack. Porte e finestre sono realizzate riciclando 140 custodie dei cd. Il letto è ricavato da 200 bottiglie, e il divano da altre 120. La casa potrebbere anche essere usata come casa giochi per i bimbi, da disporre in giardino.

Le foto mostrano un casa davvero accogliente e mi sa tanto che se la crisi di cui si parla tanto dovesse tardare ad abbandonarci, una casa ecologica di questo tipo potrebbe essere una parziale soluzione ai problemi economici oltre che ecologici (considerando i rifiuti che produciamo e non ricicliamo).

Via| splinder

L’arte del riciclo

Molti sono gli artisti che usano le loro opere per esprimere al meglio i problemi ecologici e lanciare anche possibili soluzioni. Uno fra tanti è l’artista Chris Jordan che si è ispirato alle zolle che inquinano gli oceani per rappresentare l’onda gigante dell’opera di Hokusai The Great Wave off Kanagawa.

Per rappresentare la sua onda l’artista Chris Jordan ha utilizzato 2,4 milioni di pezzi di plastica, l’equivalente del peso in libbre dei rifiuti che finiscono negli oceani ogni ora.

La riproduzione dell’onda gigante è la prima di una lunga serie di opere che Chris Jordan ha realizzato usando, al posto di pennelli e colori, pezzi di plastica riciclata raccolti nell’oceano con la speranza di sensibilizzare lo spirito umano sull’inquinamento dei mari e per rappresentare la zolla di rifiuti del pacifico. Se volete dare un’occhiata alle sue opere potete visualizzare il sito e magari lasciarvi ispirare!

Via| ecoblog

Molti sono gli artisti che usano le loro opere per esprimere al meglio i problemi ecologici e lanciare anche possibili soluzioni. Uno fra tanti è l’artista Chris Jordan che si è ispirato alle zolle che inquinano gli oceani per rappresentare l’onda gigante dell’opera di Hokusai The Great Wave off Kanagawa.

Per rappresentare la sua onda l’artista Chris Jordan ha utilizzato 2,4 milioni di pezzi di plastica, l’equivalente del peso in libbre dei rifiuti che finiscono negli oceani ogni ora.

La riproduzione dell’onda gigante è la prima di una lunga serie di opere che Chris Jordan ha realizzato usando, al posto di pennelli e colori, pezzi di plastica riciclata raccolti nell’oceano con la speranza di sensibilizzare lo spirito umano sull’inquinamento dei mari e per rappresentare la zolla di rifiuti del pacifico. Se volete dare un’occhiata alle sue opere potete visualizzare il sito e magari lasciarvi ispirare!

Via|ecoblog

Mangiar bene fa bene!


Non è una novità che la buona cucina sia benefica per la nostra salute, a dimostrarlo ci sono ulteriori studi.

Il primo studio riguarda il consumo moderato di alcool nelle donne, ed in particolare di vino rosso: pensate che bastano due bicchieri di vino rosso al giorno per non ingrassare. Presso  il Brigham and Women’s Hospital di Boston dal prof. Lu Wang.,  per  tredici anni , circa 20.000 donne con età superiore ai 39 anni sono state osservate. Le donne esaminate avevano un indice di massa corporea (BMI) classificato come normale, tra di esse il 38,2 per cento era astemia, la stessa percentuale beveva meno di 5 grammi, il 20% beveva dai 5 ai15 grammi; il 6% da 15 a 30 grammi; e il 3% 30 grammi o più al giorno. E’ stato dimostrato che dopo 13 anni le donne astemie hanno guadagnato peso, di contro quelle che consumavano abitualmente alcool non sono ingrassate o sono ingrassate meno, ma l’aumento di peso è sempre stato inversamente correlato al consumo di alcool. Si precisa che si parla sempre di un consumo moderato.

Il secondo studio riguarda il consumo abituale di pasta e soprattutto se a base di frumento integrale, che contiene più fibre, vitamine e cereali, aiuta a prevenire da malattie croniche causate dalla sedentarietà come le cardiopatie ed il diabete di tipo 2. Read More »

Boffalora: comune ecovirtuoso

Via| Sosteniamoci

Stessa spiaggia stesso mare


In Questi giorni se fate un giro per la Puglia troverete una serie di slogan politici di cui uno in particolare afferma “Non si può scavare il fondo del più bel mare del mondo”. Non voglio fare una propaganda politica, ma vorrei semplicemente ricordare a tutti i pugliesi che la Northern Petroleum sta cercando di mettere mani e trivelle sulle nostre coste. Al momento il Tar di Lecce ha sospeso l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente che permetteva alla Northern Petroleum di ricercare idrocarburi nello specchio di mare antistante le coste brindisine. A quanto pare, infatti, Northern Petroleum non avrebbe considerato il probabile impatto ambientale, derivante dalle tecniche di ricerca utilizzate, in un ecosistema particolarmente ricco e delicato come il basso Adriatico. La situazione per le coste baresi non è ancora risolta del tutto. Infatti i baresi hanno fatto ricorso contro il Ministero dell’ambiente, sempre per la ricerca di petrolio e gas da parte di Northern Petroleum in Puglia.Il secondo ricorso, però, è al Tar del Lazio ed è stato presentato dalla Regione e dalla Provincia di Bari. L’area interessata dalle trivellazioni è quella compresa tra Bari Nord, Monopoli e Bari Sud fino al confine con Brindisi. Concludo affermando “per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare”.

Via|ecoblog

Acqua a confronto


L’intervista doppia all’acqua…….. Buona Visione!