Sono partite le iscrizioni per partecipare al concorso “Oscar Green”, promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Il termine ultimo è fissato al prossimo 5 aprile, e tutte le informazioni sono disponibili all’indirizzo www.oscargreen.it.
Firma l’innovazione è lo slogan che accompagna l’Oscar Green 2010 e il premio si divide in sei categorie che riflettono la multifunzionalità dell’impresa agricola e la sua capacità di affacciarsi a mercati innovativi. Queste le sei categorie: “Stile e cultura di impresa”, “Sostieni il clima”, “Sviluppo locale”, “Esportare il territorio”, “Campagna Amica”, “Oltre la filiera”.
Il Premio Oscar Green premia, quindi, l’originalità di un progetto e chi decide di scommetterci. Questo è quello che durante il Bollenti Spiriti Bar Camp, lo stesso Donato Fanelli delegato Nazionale dei Giovani di Coldiretti e vice Presidente del Consiglio dei giovani agricoltori europei (Ceja) ha espresso a tutti i presenti e a coloro che hanno voluto scommetere, realizzando un progetto innovativo nel settore agricolo.
E come ben detto sulla Home Page del sito di Coldiretti:
“Aderisci all’iniziativa e la tua realtà sarà accompagnata in una dimensione positiva, sostenuta da chi lavora e ottiene risultati concreti, per restituire al tuo impegno nuovo ossigeno, perchè il domani sia un’opportunità e la tua ambizione una passione da coltivare.”
Se siete nei paraggi e volete testare dal vivo le giovani idee dei ragazzi pugliesi, fate un salto alla fiera del levante, al Principi attivi Bar Camp e troverete non solo noi, ma tutti i progetti vincitori e non dell’edizione scorsa. C’ è tanto da scoprire e molto da reinventare…..vi aspettiamo!
Non potevamno esimerci dal pubblicare sul nostro blog lo spot del Bollenti Spiriti Camp, anche perchè tutti i ragazzi dello Staff se lo meritano e forse qualcosa in più.
Buon lavoro e ci vediamo il 6 ed il 7 febbraio 2010 a Bari presso i Padiglioni 18 e 20 della Fiera del Levante.
Come al solito l’erba del vicino è sempre più verde e le idee del vicino ancor di più. Questa è stata la prima considerazione che ho fatto quando ho letto un articolo che parlava di uno studio portato avanti dal Dr. Mark Goddard dell’Università di Leeds.
Infatti per incoraggiare la biodiversità urbana, non solo delle specie vegetali ma anche di quelle animali, si è notato che la coordinazione tra proprietari di ville e villette ma anche tra i giardinieri che le gestivano avrebbe permesso di creare una connessione fra i diversi giardini e parchi per la sopravvivenza di uccelli, mammiferi ed insetti.
Attraverso queste indagini si è notato che gli spazi verdi urbani sono rifugio di un notevole numero di specie ed a Leeds le zone caratterizzate da giardini privati occupano quasi il 30% della superficie urbana totale. Quindi una gestione dei giardini coordinata ed una continuità degli stessi attraverso l’utilizzo di specie o di impianti che permettano agli animali di avere una continuità di habitat, permetterebbe di preservare la biodiversità negli ambienti urbani.
Anche le piante, e su questo non avevo dubbi, avvertono i cambiamenti climatici e reagiscono di conseguenza.
Questa è la sorprendente scoperta di alcuni scienziati che attraverso degli studi effettuati su Arabidopsis thaliana hanno notato che a cambiamenti di temperatura corrispondeva una attivazione o disattivazione di determinati geni, il tutto grazie ad una proteina.
Una importante scoperta che potrebbe risultare utile anche in agricoltura, infatti si prospetta che nei prossimi 100 anni si avrà un aumento di produzione di circa il 70% e questa scoperta potrebbe essere un buon punto di partenza per evitare le problematiche legate ai cambiamenti climatici in corso.
Non mi sorprenderi, a questo punto, se un giorno di questi una pianta di lenticchia mi rimproverasse per l’eccessivo interessamento che negli ultimi mesi nutro per lei, si sa come sono fatte le donne.
Guardando questo video ho appreso come uno dei colossi della iPhone technology si spaccia per un’azienda green che pensa di essere al passo con le attuali tendenze ecologiche; ma guardate un pò il video, sicuramente rimarrete sorpresi e lo sarete ancor di più se siete possessori di un iphone della Apple.
Gli attivisti di Green peace hanno letteralmente smembrato l’iPhone della Apple, per vedere quanto verde esso sia! E sorpresa, di verde c’è ben poco, anzi si superano i livelli per certe sostanze tossiche che altre aziende leader del settore hanno già provveduto ad eliminare o ridurre in parte.
Che dire… esteticamente e forse anche funzionalmente sarà il top, ma per quanto riguarda la sicurezza in termini ambientali e salutistici lascia un pò desiderare. Per questo vi consiglio di informarvi, in generale, quando fate degli acquisti, sulle componenti utilizzate perché oltre che di ambiente, qui si tratta della vostra salute. Occhio al verde!
Siamo giunti quasi al termine di questo viaggio iniziato più di una anno fà! Ricordo che di queste periodi avvisai Paolo, alias “Presidente” dell’asssociazione, della vincita del bando e insieme ad Angela, increduli, abbiamo iniziato questa nuova esperienza. Se più di un anno fà mi avessero detto che avrei scritto post su un blog, non ci avrei creduto e mi sarei fatta una risata! E invece la vita non smette mai di sorprenderti e oggi mi ritrovo qui a scrivere sul blog di Agrogreen service. Siamo cresciuti molto, professionalmente parlando, perchè questo bando ci ha dato l’opportunita di impegnarci in altre cose e quindi di conseguenza di imparare altro che ci tornerà utile nel futuro. Ringrazio tutti coloro che ci hanno seguito, spero che continuino a farlo e concludo affermando che non si smette mai di imparare!
Ultimamente i convegni si sprecano, le presentazioni altrettanto ed è da circa una settimana che Agrogreen Service girà in lungo ed in largo per esporre i risultati del progetto che si stà per concludere.
Tiriamo le somme … Sinceramente altro non posso dire se non che l’esperienza è stata ultra Principi Attivi permettendo di formare un gruppo di amici con alte capacità professionali e notevole volontà e passione. Inoltre ha permesso di porre le basi per un’attività futura, durante l’evento finale del 16 dicembre abbiamo “estorto” al Sindaco di Altamura il Dr. Mario Stacca la promessa di un maggior interessamento e coinvolgimento nella creazione del Consorzio “Lenticcchia di Altamura” di cui dovremmo essere partner e consulenti…almeno si spera agricoltori permettendo e … passiamo oltre.
Nel frattempo l’idea è quella di continuare con diverse altre iniziative ed attività già in cantiere e sederci ad un tavolino per una sessione di brainstorming (parola difficile) per creare idee per una Puglia migliore.
L’avventura non è finita ma inizia adesso, bisognerà camminare con le nostre gambe e raccogliere ciò che si è seminato.
Mi piace ricordare una frase di Einstein, spero che sia giusta l’importante è il senso “Preferisco morire da ottimista scoprendo di avere sbagliato che morire da pessimista scoprendo di aver avuto ragione”
Ecocradler arriva dagli Stati Uniti e sembra essere l’alternativa del polistirene, più comunemente noto come polistirolo. Si tratta di un prodotto realizzato dagli scarti della biomassa, biodegradabile al 100% e con bassa emissione di CO2. Come mostra il video, in questa prima fase di lancio del materiale si sta utilizzando come materia prima i baccelli dei semi del cotone e pula dei cereali, i quali vengono poi mescolati al micelio dei funghi. Quest’ultimo, crescendo, è capace di decomporre i resti organici. Dopo sette giorni a temperatura ambiente e al buio, diventa un materiale leggerissimo, compatto e resistente al calore. Gli inventori di questa plastica vegetale sono due giovani statunitensi Eben Bayer, e Gavin McIntyre. Ma non è tutto oro quel che luccica, nel senso che Ecocradler ha lo svantaggio di decomporsi più facilmente rispetto al polistirolo in presenza di acqua e umidità, pertanto il suo uso deve tener conto di queste limitazioni. Ma a parte questo piccolo neo, sicuramente Ecocradler risulta essere più vantaggioso del polistirolo in quanto a parità di costi, per la sua messa a punto si impiegherebbe un decimo dell’energia e con essa una drastica riduzione nelle emissioni. Attualmente il polistirolo utilizzato negli imballaggi rappresenta il 30% dei rifuiti nelle dscariche americane. I benefici derivanti dalla sua sostituzione con ecocradler sarebbero immediati. Negli Stati Uniti Ecocradler è già decollato e credo che non tarderà di molto a raggiungere l’Europa.
Via|ecoblog
Finalmente anche l’estremo Sud verrà interessato da una mostra di una certa importanza. Dopo Milano e Roma arriva a Bari, come ultima tappa italiana la mostra dedicata a Charles Darwin a cui si aggiunge un importante appuntamento, il 18 dicembre, dedicato alla biodiversità agraria.
Promossa dalla Regione Puglia, la mostra è già stata visitata da due milioni di persone fra New York, Boston, Toronto, Londra, San Paolo, Rio de Janeiro, Tokyo, Auckland, Lisbona, Roma e Milano.
Infatti dal 24 novembre al 15 febbraio 2010 presso il Castello Svevo di Bari sarà possibile ripercorre i centocinquant’anni dalla pubblicazione de L’Origine delle Specie.