Sono partite le iscrizioni per partecipare al concorso “Oscar Green”, promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Il termine ultimo è fissato al prossimo 5 aprile, e tutte le informazioni sono disponibili all’indirizzo www.oscargreen.it.
Firma l’innovazione è lo slogan che accompagna l’Oscar Green 2010 e il premio si divide in sei categorie che riflettono la multifunzionalità dell’impresa agricola e la sua capacità di affacciarsi a mercati innovativi. Queste le sei categorie: “Stile e cultura di impresa”, “Sostieni il clima”, “Sviluppo locale”, “Esportare il territorio”, “Campagna Amica”, “Oltre la filiera”.
Il Premio Oscar Green premia, quindi, l’originalità di un progetto e chi decide di scommetterci. Questo è quello che durante il Bollenti Spiriti Bar Camp, lo stesso Donato Fanelli delegato Nazionale dei Giovani di Coldiretti e vice Presidente del Consiglio dei giovani agricoltori europei (Ceja) ha espresso a tutti i presenti e a coloro che hanno voluto scommetere, realizzando un progetto innovativo nel settore agricolo.
E come ben detto sulla Home Page del sito di Coldiretti:
“Aderisci all’iniziativa e la tua realtà sarà accompagnata in una dimensione positiva, sostenuta da chi lavora e ottiene risultati concreti, per restituire al tuo impegno nuovo ossigeno, perchè il domani sia un’opportunità e la tua ambizione una passione da coltivare.”
Ricominciamo… ritorna il momento di seminare e come sempre è tanta l’aspettativa che si ripone in questo piccolo seme che ormai è diventato un punto di forza per alcuni agricoltori che ci credono, per alcuni tecnici e per i cultori dei prodotti di qualità.
Aspettando la raccolta un grosso augurio a tutti i produttori di “Lenticchia di Altamura“.
Una ricerca condotta da alcuni ricercatori dell’Università di Washington e da alcuni colleghi della Chiang Mai University in Thailandia ha mostrato quanto utile può essere un’agricoltura di tipo tradizionale nell’influenzare la diversità genetica nella coltivazione del riso.
Infatti attraverso indagini genetiche si è potuto dimostrare che le coltivazioni di riso portate avanti da alcuni agricoltori nelle zone collinari e precisamente i Karen, attraverso tecniche sostenibili, hanno permesso di preservare dall’estinzione antiche varietà di riso, diversamente dalle zone di pianura in cui un’agricoltura estensiva ha causato una omologazione della coltura con perdita della biodiversità.
Ad oggi le colture per alimentazione umana vengono geneticamente ottimizzate per permettere coltivazioni intensive attraverso tecniche di ibridazione che da un lato, permettono elevate produzioni necessarie per soddisfare le richieste alimentari, ma d’altro canto risultano statiche dal punto di vista genetico. Al contrario le coltivazioni portate avanti con tecniche ancestrali permettono di avere colture geneticamente dinamiche che vengono naturalmente selezionate in base alla condizioni climatiche locali.
Nuove scuole di pensiero nel campo del marketing stanno sviluppandosi negli ultimi tempi e tra questa quella che più mi ha incuriosito è stata quella creata da un gruppo di ricercatori italo-francesi che propone uno stile di Marketing Nostrum, basato sul bagaglio valoriale dei paesi Mediterranei.
Infatti mentre il Marketing anglosassone risponde essenzialmente a una richiesta di individualizzazione e personalizzazione da parte dei consumatori, l’approccio mediterraneo cerca di ristabilire un legame sociale arcaico e comunitario. Secondo questi studiosi la tendenza del consumo postmoderno è quella di andare verso una sorta di “ri-radicamento” al territorio, attraverso la ricerca di radici e legami sociali.
Per quanto riguarda il settore agricolo locale considero che le possibilità dell’utilizzo di un marketing mediterraneo siano più che giustificate ed appropriate e mi riferisco in particolare alla “Lenticchia di Altamura” che forse a ragione di molti è stato il primo prodotto a rendere famosa la nostra città e a dare lavoro e reddito in periodi difficili. Prima che del Pane Dop di Altamura, prima del Settore del mobile imbottito, ogni famiglia di Altamura e non solo aveva un legame con tale coltura, da chi la coltivava a chi la lavorava fino a colui che la commercializzava ogni famiglia aveva almeno una persona che traeva reddito e da questa produzione.
Buon anno, cari lettori di Agrogreen service. Immagino che starete brindando, se non lo avete già fatto, per salutare l’anno passato e dare il benvenuto a questo nuovo anno. E quale modo migliore quello di brindare in bicchieri che quando sono ormai vuoti si mangiano? Molto spesso, quando si beve si ha anche fame subito dopo, e quello che vi propongo, non certo di alcolizzarvi il primo dell’anno, è di creare dei bicchieri in gomma o cioccolato. Ciò di cui avete bisogno sono uno stampo (da poter utilizzare nel forno a microonde) di quelli usati per i cubetti di ghiaccio e di circa 400 g di gommose. Vi spiego come realizzarli in quattro semplici mosse:
1. Si sciolgono le gommose nel forno a microonde per circa 1minuto e 20 secondi o finché non si sciolgono del tutto (se preferite bicchieri colorati e non scuri è opportuno separare le gommose in base al colore, tipo le rosse e le arancioni dalle verdi e gialle), si versa il liquido nello stampo e si picchietta per livellarli;
2. Si pone il tutto in freezer per circa un’ora e mezza, o finché non solidifica;
3. Per rimuovere i bicchierini dallo stampo, si inverte ogni sezione dello stampo. Non preoccupatevi di rimuovere con un pò di forza, in quanto essendo di gomma potrebbero al massimo distorcersi. Conservateli in freezer sino al momento di utilizzo;
Pochi giorni fa, durante una discussione con alcuni amici, mi è stato chiesto in cosa consistesse il Green Marketing e perchè nel nostro progetto la “Lenticchia di Altamura” era considerata un prodotto con cui ben si abbinava questo nuovo modo di fare marketing.
La spiegazione è stata naturale per una serie di motivi alcuni prettamente scientifici altri culturali e/o colturali. Infatti la lenticchia essendo una Leguminosa naturalmente fissa l’azoto atmosferico per poi cederlo al terreno una volta che il ciclo colturale è terminato, permettendo basse richieste di input chimici non solo per la sua coltivazione ma anche per la successiva coltura. Altro punto a suo favore è la tipicità territoriale del prodotto, coltivato in una zona di pregio o in zone limitrofe al Parco Nazionale dell’AltaMurgia.
Dal punto di vista morfologico essendo più verde delle altre tipologie di lenticchia commercializzate ha un non so che di Green nel suo corredo. Per finire, dal punto di vista organolettico, con il panel test da noi messo a punto si sono notate delle differenze, che dovranno essere indagate maggiormente, ma che sono già un buon punto di partenza.
Quindi visto che il Capodanno si avvicina, perchè non preparare un bel piatto di “Lenticchia di Altamura” Green per un beneaugurante inizio dell’anno? A voi la scelta.
Una storia che ha dell’incredibile e del fantasctico, quella dell’albero di cachi sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki del 1945.
Il botanico Masayuki Ebinuma ha recuperato questa pianta e se ne è preso cura, l’ha moltiplicata ed ha creato piantine da diffondere come simboli di pace. Infatti tutti hanno la possibilità di adottare una pianta garantendone la cura e impegnandosi alla divulgazione del messaggio di pace.
Questo albero come tutti quelli appartenenti a questa specie Diospyros kaki è una vera e propria opera d’arte e come tutte le opere artistiche ha delle particolarità. Infatti le diverse cultivar possono portare fiori femminili per avvenuta sterilità degli stami, fiori maschili per aborto dell’ovario, e fiori ermafroditi…inoltre ogni albero può sviluppare fiori di uno o più tipi e cambiare sesso da un anno all’altro…troppo artistico!!!
Non da meno è il suo aspetto in autunno quando le foglie diventano di mille colori con sfumature che vanno dal giallo al rosso e con i suoi frutti che sembrano farci pensare all’imminente arrivo del Natale.
Non mi resta che concludere facendovi i miei migliori auguri e invitandovi ad adottare una piantina e ancor di più a divulgare un messaggio di vera Pace che continui anche dopo questi giorni.
Buon Natale, lettori di Agrogreen service. Vi auguro di trascorrere in serenità ed armonia questo Natale, mettendo in tavola prodotti tipici locali e apparecchiandola senza piatti usa e getta cosicchè anche voi potrete regalare qualcosa alla terra, evitando di riempirla di altri rifiuti! Ed è per questo che vi propongo questo video, in cui è mostrato un albero di Natale, realizzato con bottiglie di plastica. Buona visione.
Siamo giunti quasi al termine di questo viaggio iniziato più di una anno fà! Ricordo che di queste periodi avvisai Paolo, alias “Presidente” dell’asssociazione, della vincita del bando e insieme ad Angela, increduli, abbiamo iniziato questa nuova esperienza. Se più di un anno fà mi avessero detto che avrei scritto post su un blog, non ci avrei creduto e mi sarei fatta una risata! E invece la vita non smette mai di sorprenderti e oggi mi ritrovo qui a scrivere sul blog di Agrogreen service. Siamo cresciuti molto, professionalmente parlando, perchè questo bando ci ha dato l’opportunita di impegnarci in altre cose e quindi di conseguenza di imparare altro che ci tornerà utile nel futuro. Ringrazio tutti coloro che ci hanno seguito, spero che continuino a farlo e concludo affermando che non si smette mai di imparare!