The Altamuran lentil deserves a better futureLa Lenticchia di Altamura merita un futuro migliore

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The characteristic of our local farmers, very often, is to operate on their own, because it is believed that the presence of others can only cause damage.  It is certain that wanting to be the first to have done the determined operation, it is necessary to operate so, but in other cases one risks being passed by unobserved!  This is the attitude that distinguishes the farmers of our area who we will hardly see united in co-operatives and consortiums…but convinced and certain of going ahead on their own.  It is obvious that not all of them are like this or often it is the lack of information that causes major damage!  The point is that there are many other small producers who have always cultivated the Altamuran Lentil,  in derisory quantities for commercialisation on a large scale.  They cultivate for family use and what remains they sell to their relatives or acquaintances, without allowing other people to share with us Altamurans the pleasure of eating a good healthy dish of pasta and lentils!  We thank all of those who unconsciously have maintained the cultivation of this lentil and whoever at the moment is risking proposing a product even outside of the local market.

The Agrogreen Service wish to improve the phases of the production chain of the Altamuran Lentil and to improve its conditions of sale (picture taken in an Altamuran street)…remember that not all the farmers are equal.

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Caratteristica degli agricoltori delle nostre parti è quella di operare molto spesso “alla sordina”, di volere andare avanti da soli, perché si ritiene che la presenza di altri possa solo arrecare danno. E’ certo che volendo essere i primi ad aver fatto quella determinata operazione è necessario operare così, ma in altri casi si rischia di passare inosservati!
Questo è l’atteggiamento che contraddistingue gli  agricoltori della nostra zona che difficilmente li vedremo riuniti in cooperative e consorzi … ma convinti e certi di andare avanti da soli. E’ ovvio che non bisogna farne “tutt’erba un fascio” o che spesso è la disinformazione a fare i maggiori danni!
Il punto è ci sono tanti altri piccoli produttori che da sempre coltivano la Lenticchia di Altamura, in quantità irrisorie da proporre ad una commercializzazione su larga scala. La coltivano per uso famigliare e quello che avanza la vendono giusto ai loro parenti o conoscenti, senza permettere che altra gente possa condividere con noi altamurani il piacere di mangiare un buon e sano piatto di pasta e lenticchia!
Si ringraziano tutti quelli che inconsapevolmente hanno mantenuto la coltivazione di questo legume e di coloro che attualmente si stanno cimentando per proporre un prodotto anche al di fuori dei mercati locali.

L’Agrogreen Service si augura di poter migliorare le fasi della filiera della produzione della Lenticchia di Altamura e di migliorarne le sue condizioni di vendita (medita foto, scattata in una via di Altamura) … ricordate che gli agricoltori non sono tutti uguali!

Alta Murgia Park and LentilParco dell’Alta Murgia e Lenticchia

Alta Murgia e Lenticchia di Altamura

If it is true that the area in the different posts in which the “Altamuran Lentil” is being discussed  has undoubtedly a landscape – environmental value, it is also true that this territory has a strong characteristic: the total areas destined as Alta Murgia Park is the result of a continuous anthropological modification, more or less understood according to various historical events.

Agriculture has always had a dominant role, in which the birth of the idea of the Park is tied to the Bill presented to the Senate in 1990, in which the first “National Rural Park of Italy” was spoken of.  A “laboratory of restoration and productive re-conversion also has pilot experience for the re-launch of internal areas”, as is read in the dossier related to the Agreement Programme for the constitution of the Alta Murgia Park underwritten the 24th November 1993 following the Convocazione della Conferenza di Servizi (Convocation of the Conference of Services) carried out by the Assessorato al’Ambiente della Regione Puglia (The Environment Office of the Apulia Region).

But up to now how much as been done to carry forward this concept?

Alta Murgia e Lenticchia di Altamura

Se è vero che l’area della quale si discute nei diversi post dedicati alla “Lenticchia di Altamura” ha indubbio pregio paesaggistico – ambientale, è altrettanto vero che questo territorio ha una forte peculiarità: la totalità dell’area destinata a Parco dell’Alta Murgia è il risultato di una continua modificazione antropica, più o meno intensa a seconda delle varie vicende storiche.

L’agricoltura ha sempre avuto un ruolo dominante, tanto che la nascita stessa dell’idea di Parco è legata al Disegno di Legge, presentato al Senato nel 1990, in cui si parlava della volontà collettiva di costruire il primo “Parco Rurale d’Italia”. Un “laboratorio di restauro e di riconversione produttiva anche come esperienza pilota per il rilancio delle aree interne”, come si legge nel dossier relativo all’Accordo di Programma per la costituzione del Parco dell’Alta Murgia sottoscritto in data 24 Novembre 1993 in seguito alla Convocazione della Conferenza di Servizi effettuata dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia.

Ma ad oggi quanto è stato fatto per portare avanti questo concetto?

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Agricoltori d’Italia sotto controllo!

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Settembre sarà il mese dei controlli, questo è quanto emerge dalla Circolare N. 43 del 30\07\2009. L’Organismo Pagatore AGEA, ha il compito di mantenere aggiornato il Sistema Integrato di Gestione e Controllo (SIGC) ed in particolare le informazioni grafiche da cui dipendono gli aiuti conferiti agli agricoltori, sembra che le attività tecniche di rilievo del territorio nazionale siano giunte ad ottenere finalmente dei dati definitivi sia per l’occupazione del suolo che per la consistenza territoriale.
Attraverso il rilievo tecnico, effettuato con la foto interpretazione delle foto aeree, è possibile avere una rappresentazione del territorio nazionale agricolo, con l’obiettivo di avere l’esatta determinazione e sopratutto in fase di presentazione della domanda di aiuto, avere delle informazioni precise riguardo all’uso del suolo di ciascuna azienda! Pertanto tutti gli agricoltori che sino alla scorsa annata agraria hanno avanzato domanda di aiuto all’organismo AGEA, sono stati posti sotto controllo, ovvero la stessa AGEA ha avviato un processo di raffronto tra i dati dichiarati nelle domande e i dati rilevati dall’ultimo foto rilevamento!
Cosa fa l’AGEA in pratica?

Attraverso l’utilizzo delle foto aeree individua delle aree contigue ed omogenee da un punto di vista dell’utilizzo del suolo e ne da un’interpretazione (es. Seminativo, Bosco, Pascolo, Mandorleto, Oliveto…ecc). Successivamente passa all’individuazione delle isole aziendali ovvero quelle porzioni di territorio contigue, condotte da uno stesso produttore. Read More »