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	<title>AgroGreen Service &#187; anidride carbonica</title>
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		<title>Le etichette Svedesi con le emissionidi CO2</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samyra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
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		<category><![CDATA[Svezia. emissioni di gas serra]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-1611 alignleft" title="co2 swedish fast food" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2009/10/co2-swedish-fast-food2-300x193.jpg" alt="co2 swedish fast food" width="300" height="193" />Dall&#8217;idea di realizzare <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/10/gli-eco-tickets-che-ti-premiano/">biglietti </a>con la quantità di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici, che si potrebbe risparmiare viaggiando in treno, si è giunti anche alla realizzazione di prodotti alimentari  con etichette indicanti le emissioni di anidride carbonica, in quanto circa un quarto delle emissinoni  proviene dalla tavola. L&#8217;idea è del tutto svedese, anche se in passato anche la Coca-cola aveva accennato a qualcosa di simile.</p>
<p>Ovviamente ciò a suscitato proteste da parte di allevatori di bestiame, di salmone, di industrie che utilizzano olio di palma, ma  ha anche messo in moto una serie di cambiamenti all&#8217;interno delle filiere agricole e zootecniche almeno nel settore biologico, per ridurre le emissioni.</p>
<p>Per valutare la nostra alimentazione potremmo ispirarci alle etichette svedesi, anche se dobbiamo considerare che la produzione di anidride carbonica è legata all&#8217;uso delle energie fossili e l&#8217;impiego di energia per produrre il medesimo prodotto varia da luogo a luogo. Inoltre bisogna considerare anche il tragitto: più è la distanza percorsa, maggiore è la produzione di anidride carbonica. Pertanto non è possibile generalizzare.<span id="more-1603"></span></p>
<p>Vi riporto alcuni esempi di etichette svedesi per rendere l&#8217;idea: un hamburger di carne bovina 1.7 chili di anidride carbonica; un sandwich di pollo 400 grammi di anidride carbonica.</p>
<p>Il più importante ente scandinavo di certificazione, KRAV, ha fatto sapere che in un futuro prossimo i cibi potranno essere considerati biologici <strong></strong>solo se prodotti anche con basse emissioni di anidride carbonica. Dunque il bestiame dovrà essere alimentato con foraggio locale <strong></strong>anzichè con soia di importazione e gli ortaggi dovranno essere coltivati in serre riscaldate con energie rinnovabili.</p>
<p>Una serie di cambiamenti sono già in atto, speriamo non rimangano circoscritti alla Svezia.</p>
<p>Via|<a href="http://blogeko.libero.it/2009/in-svezia-etichette-dei-cibi-riportano-le-emissioni-di-anidride-carbonica-legate-alla-produzione/#more-43992">blogeko</a></p>
<p>Foto|<a href="http:// www.worldchanging.com/archives/008914.html">worldchanging</a></p>
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		<title>Luoghi comuni da sfatare sulla carta</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cZmHbwvBe7Q&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/cZmHbwvBe7Q&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Avete mai pensato a un mondo senza carta… la materia prima per eccellenza della comunicazione?</p>
<p>Perché questa riflessione, sinceramente non mi sono mai fermata a riflettere su quanto fosse importante la carta, ma mi è capitato tra le mani un dossier informativo di <a href="http://www.assocarta.it/">Assocarta</a>, l’associazione delle imprese italiane produttrici di carta, cartoni e pasta per carta, denominato “<a href="http://www.assocarta.it/it/comunicati/calendario.php?PHPSESSID=08aa8c4bd1bc653bbc9b03918f2f99e9">La carta tra luoghi comuni e realtà</a>” per sfatare gli 8 luoghi comuni più diffusi in difesa della carta e di tutte le cartiere europee.</p>
<p>Cominciamo a dare delle definizioni: che cos’è la carta? La carta è una prodotto naturale, riciclabile che contribuisce al contenimento delle emissioni di anidride carbonica. La carta fa parte della vita quotidiana di ognuno di noi è essa che si impregna di parole segni, immagini, ci ispira e ci suscita sentimenti emozioni, la carta è anche igiene, protezione, informazione, cultura, è la madre del pensiero umano. Ora vi pongo al vaglio gli otto luoghi comuni così come Assocarta li sfati:</p>
<p><span id="more-1177"></span>1. E’ vero che le foreste vengono distrutte per produrre la carta?<br />
Le cartiere europee adottano un Codice di Conduzione Volontaria impegnato nella lotta contro tagli illeciti e impiegano o legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile laddove gli alberi vengono piantati in un processo continuo o il legno proveniente dalle operazioni di sfoltimento che servono per conservare le foreste in condizioni di salute.</p>
<p>2. E’ vero che il consumo di carta dovrebbe essere ridotto per salvare le foreste?<br />
L’industria cartaria poiché promotrice del rinnovamento e dell’estensione forestale stimala la creazione di nuove foreste. Negli ultimi 50 anni la superficie delle foreste è aumentata arrivando a coprire in Europa il 38% della superficie totale.</p>
<p>3. E’ vero che tutti i tipi di carta dovrebbero essere prodotti con fibre riciclate?<br />
In Europa la carta è il prodotto più riciclato. Il riciclo si basa sul riutilizzo di carta da macero e fibra di cellulosa, le quali però non hanno vita illimitata, ma possono essere riutilizzate al massimo sette volte, quindi ad ogni ciclo è necessario aggiungere fibre vergini. In Italia per ogni 1oo tonnellate prodotte 56 derivano dal riciclo.</p>
<p>4. E’ vero che la carta si ottiene da un processo di produzione inquinante?<br />
L’industria cartaria negli ultimi 12 anni ha fatto passi da giganti e rappresenta un esempio di eccellenza nell’impiego di tecnologie pulite. Ha ridotto del 40% l’impiego di acqua, del 20% il fabbisogno energetico, ha convertito i propri impianti per l’impiego di gas naturali invece che di oli combustibili riducendo le emissioni di azoto e zolfo. Con la riconversione del parco macchine ha eliminato dal processo per la sbianca tura della cellulosa il cloro gassoso.</p>
<p>5. E’ vero che la carta ha un forte impatto ambientale in termini di emissioni della CO2?<br />
Esattamente il contrario perché la carta è un prodotto naturale, rinnovabile e riciclabile. Gli alberi contribuiscono alla riduzione di anidride carbonica grazie alla fotosintesi. L’anidride carbonica si conserva anche nel legno e nei prodotti cartari, pertanto il riciclo della carta trattiene per più tempo il carbonio. Nello stesso tempo con la piantagione di nuovi alberi ricomincia il ciclo del carbonio. Pertanto leggere un quotidiano produce 20% in meno in termini di emissioni di CO2; una ricerca su google di 30 minuti comporta l’emissione di 3,5 gr di CO2, mentre un foglio A4 produce 3,4 gr di CO2.</p>
<p>6. E’ vero che per la produzione della carta si consuma una gran quantità di energia?<br />
Per produrre 200 Kg di carta che corrisponde al quantitativo medio annuale che consuma ogni cittadino ci vogliono 500 KWh, lo stesso quantitativo che una famiglia spende all’anno per lasciare in stand-by le apparecchiature domestiche. Inoltre per produrre un foglio A4 ci vogliono 12 Wh, considerando che dopo non ne consuma più il foglio, lo stesso consumo occorre per tenere acceso il computer 6 minuti.</p>
<p>7. E’ vero che la carta è sinonimo di burocrazia?<br />
L’efficienza o meno della burocrazia non è sinonimo di consumo di carta. E’ chiaro che più è efficiente è il sistema e meno sprechi ci saranno.</p>
<p>8. E’ vero che la carta è un prodotto poco tecnologico e quindi non necessario alla società attuale?<br />
la carta sicuramente racchiude in se molta tradizione, memoria storica dati anche i suoi molteplici usi (banconote, quaderni, per uso igienico, giornali, filtri,etc…), ma è oggetto di continua evoluzione , non a caso le aziende italiane sono leader nella produzione di carta per imballaggi, usi igienici, grafici. Non per questo debba considerarsi desueta e superata anzi nell’era di internet è ancora indispensabile pertantoi non si vuole contrapporre il suo utilizzo a quello del web ma ben si sposa con la nuova tecnologia ai giorni nostri internet è necessario per sapere la carta per capire!</p>
<p>Lo scopo di questo post non è né quello di stimolare un consumo non giustificato di carta, né quello di contrapporlo all’impiego del web, ma semplicemente di aiutare a divulgare la corretta informazione sul prodotto della carta.</p>
<p>Via |: Assocarta</p>
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		<title>1 minute to save the world</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 08:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samyra</dc:creator>
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Non è un semplice spot pubblicitario, è molto di più; si tratta di un concorso aperto a tutti coloro che sono realmente interessati a salvare il nostro pianeta. Non è un caso l&#8217;utilizzo del termine &#8220;salvare&#8221; perchè non ci resta altro da fare, dopo secoli di sfruttamento, abuso e distruzione ad opera del puro egoismo umano, l&#8217;unica cosa da fare è investire idee ed energie per &#8220;non morire&#8221;. Da questo presupposto nasce il concorso &#8220;<a href="http://www.1minutetosavetheworld.com/">one minute to save the world</a>&#8220;: un minuto per esprimere il proprio punto di vista sul problema ambientale e promuovere un futuro sostenibile. Suddetto concorso è  un&#8217;iniziativa sponsorizzata da <a href="http://www.wecan.uk.com/">we can</a>, associazione di giovani donne inglesi deluse dalle promesse lanciate dai grandi della Terra in materia di politiche ambientali. Ed il loro obiettivo è chiaro: fare qualcosa per il pianeta ora!</p>
<p>Ognuno di noi può creare uno spot e lanciare il proprio messaggio di speranza in vista soprattutto della prossima conferenza sul clima che si terrà a <a href="http://en.cop15.dk/">Copenhagen</a> dal 7 al 18 dicembre 2009. Temi su cui dovranno dibattere i leaders mondiali saranno il Protocollo di Kyoto ed i provvedimenti da adottare per ridurre le emissioni di CO2 del 25% entro il 2012 e dell&#8217;80% entro il 2050. Questo è il primo step da attuare, secondo la comunità scientifica, affinché la temperatura del pianeta non cresca di altri due gradi. Quindi &#8220;less talk and more action&#8221;.</p>
<p>Via|<a href="http://www.1minutetosavetheworld.com">www.1minutetosavetheworld.com</a></p>
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