Barilla ed il grano duro Emiliano

Grano duro e Barilla

Come al solito ci siamo fatti riconoscere. Vi chiederete perchè ? Vi spiego subito.

E’ di questi giorni la notizia del quarto accordo quadro firmato a Bologna il 27 novembre in Regione alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, valido per la campagna 2009/2010 relativo alla fornitura all’industria Barilla di un quantitativo pari a 80.000 tonnellate di grano duro, proveniente esclusivamente dall’Emilia Romagna.

La quota di grano richiesta da Barilla Spa è stata messa a disposizione dall’Op Cereali Emilia Romagna – la più grande Op cerealicola italiana con circa 700.000 tonnellate. L’accordo siglato fissa il prezzo del prodotto, in parte legato al listino della Borsa merci di Bologna (fino a un massimo del 30% della produzione), in 220-230 euro a tonnellata e introduce ‘premi’ legati alla qualità raggiunta e ai parametri delle caratteristiche proteiche, alle tecniche agronomiche e di conservazione del prodotto, che potranno far oscillare al rialzo il prezzo con un incremento del 20%.

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La sicurezza dei cereali

Cereali e Legumi

Un  grosso problema che si affronta nel proporre ai produttori il cambiamento di colture nel proprio ordinamento è spesso dovuto alla sicurezza del prezzo del frumento, almeno nel nostro territorio.

Ricordiamo che a febbraio del 2008 il frumento tenero di importazione North Spring (una varietà canadese), secondo le rilevazioni delle Camere di Commercio sui principali mercati all’ingrosso (indice Finc), aveva segnato un rincaro del 7% rispetto a gennaio. A Milano, alla Borsa merci, il grano duro aveva superato i 530 euro, mentre a Bologna le varietà migliori avevano oltrepassato quota 520.

Altro fattore che aveva alimentato la corsa al rialzo dei prezzi era la crescente domanda di cereali per consumi alimentari, proveniente principalmente dall’est asiatico (Cina e India soprattutto), elemento che ormai può essere considerato strutturale nel mercato. In particolare, la siccità che aveva colpito le produzioni interne di Cina e India aveva determinato per questi due paesi, un maggior ricorso alle importazioni di prodotti cerealicoli dai mercati occidentali, con l’effetto non solo di aumentare ulteriormente la domanda mondiale di questi prodotti ma anche di mantenere i prezzi su alti livelli”.

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Finalmente arriva l’art. 68!

 

agricoltura

Qualche giorno fa vi parlavo del Piano Nazionale Cerealicolo, in occasione della Fiera del Levante per aiutare la devastante situazione dei cereali e non solo anche altri settori. Pertanto con Decreto MiPAAF del 29 luglio 2009 sono state approvate le disposizioni  per l’attuazione dell’art. 68 del Regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio del 19 gennaio 2009.
In pratica sono stati fissati definitivamente tutti i pagamenti supplementari dell’art. 68 e dal 1 gennaio 2010 verranno applicate tutte le nuove disposizioni dell’art. 68 del Regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio del 19 gennaio 2009.
Il nuovo sostegno sarà valido dal 1° gennaio 2010 fino al 31 dicembre 2013. Tuttavia, entro il 1° agosto 2011 e con effetto dal 1° gennaio 2012, le scelte effettuate possono essere modificate.
 
Di seguito ho voluto riportare l’indice degli articoli del predetto decreto riguardante l’applicazione delle misure nei diversi settori di intervento, da cui si evince l’ammontare del premio che vi potrebbe riguardare. Read More »

Cereal crisis … how will it the end?Crisi cerealicola … come andrà a finire?

cereali_pianeti

Due to the alarming crisis which the cereal sector is going through, in particular in the South of Italy, a national cereal plan to affront the crisis will soon be organised.  The conditions for receiving help  envisages that on the same plot of land a rotation cycle is applied that uses one year cereal and the other year protein or oleaginous  plants.  All cereals are permitted also the minor ones ( hard and soft cereals, maize, barley, sorghum, oats, rye, emmer and millet), for hard and soft cereals a certificate is obligatory.  The permitted protein plants are: broad beans, protein pea and sweet lupine, whilst the permitted oleaginous plants are: soya, sunflower and rape.

The National Cereal Plan was drawn up at Bari on the occasion of the “Fiera del Levante” in the presence of the President of the EU Commission for Agriculture, Paolo De Castro, and the Agriculture Politics  Under-Secretary, Antonio Buonfiglio, but its seems the document envisages also the setting up of a directive for the re-launching of agriculture and fisheries for the Southern Region (Sicily, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Apulia, Sardegna).

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Data l’allarmante crisi che sta attraversando il settore cerealicolo, soprattutto nell’Italia del Sud, presto sarà predisposto un Piano Nazionale Cerealicolo per fronteggiarne la crisi. Le condizioni per ricevere l’aiuto, previsto dai premi disaccoppiati, prevede che su uno stesso appezzamento si applichi un ciclo rotativo che impieghi un anno cereali e l’ altro anno o piante proteiche o oleaginose. I cereali sono tutti ammessi anche quelli minori (grano tenero, grano duro, mais, orzo, sorgo, avena, segale, farro e miglio), in particolare per il grano duro e quello tenero è d’ obbligo la certificazione. Le piante proteiche ammesse sono: fave, favette, favino, pisello proteico e lupini dolci, mentre quelle oleaginose ammesse sono: soia, girasole e colza.
Il Piano Nazionale Cerealicolo è stato stilato a Bari in occasione della Fiera del Levante alla presenza del presidente della Commissione agricoltura dell’Ue, Paolo De Castro e del sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, ma a quanto pare il documento prevede anche l’istituzione di una cabina di regia  delle regioni del Sud (Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna), per il rilancio dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Read More »