Da un convegno ad un’altro

Lenticchia di Altamura e Agrogreen Service

Ultimamente i convegni si sprecano, le presentazioni altrettanto ed è da circa una settimana che Agrogreen Service girà in lungo ed in largo per esporre i risultati del progetto che si stà per concludere.

Tiriamo le somme … Sinceramente altro non posso dire se non che l’esperienza è stata ultra Principi Attivi permettendo di formare un gruppo di amici con alte capacità professionali e notevole volontà e passione. Inoltre ha permesso di porre le basi per un’attività futura, durante l’evento finale del 16 dicembre abbiamo “estorto” al Sindaco di Altamura il Dr. Mario Stacca la promessa di un maggior interessamento e coinvolgimento nella creazione del Consorzio “Lenticcchia di Altamura” di cui dovremmo essere partner e consulenti…almeno si spera agricoltori permettendo e … passiamo oltre.

Nel frattempo l’idea è quella di continuare con diverse altre iniziative ed attività già in cantiere e sederci ad un tavolino per una sessione di brainstorming (parola difficile) per creare idee per una Puglia migliore.

L’avventura non è finita ma inizia adesso, bisognerà camminare con le nostre gambe e raccogliere ciò che si è seminato.

Mi piace ricordare una frase di Einstein, spero che sia giusta l’importante è il senso “Preferisco morire da ottimista scoprendo di avere sbagliato che morire da pessimista scoprendo di aver avuto ragione”

L’unione fa la forza

Pistoia

Sono da poco rientrato da Pistoia dopo aver fatto un giro in quella che è la zona di produzione di piante ornamentali più importante d’Europa. Distese di campi dove allineate con precisione si allevano Buxus a piramide, Photinie, Abeti e non so quante altre migliaia di specie e varietà.

Un ordine, una pulizia, una calma quasi inverosimile, ma la cosa più assurda è la collaborazione che esiste tra i diversi produttori.

Assurda perchè? Immaginate nelle nostre zone dove l’erba del vicino è sempre più verde, l’invidia regna sovrana e “io sono er mejo”,  il vicino mi può fregare e cosi via. Unione zero, forza contrattuale zero, ordine, pulizia, calma neanche a pagarla. Non vorrei sembrare pessimista, ci sono delle eccezioni, dico bene eccezioni, ci sono giovani volenterosi, ma per il resto…ormai ho perso la speranza.

La sicurezza dei cereali

Cereali e Legumi

Un  grosso problema che si affronta nel proporre ai produttori il cambiamento di colture nel proprio ordinamento è spesso dovuto alla sicurezza del prezzo del frumento, almeno nel nostro territorio.

Ricordiamo che a febbraio del 2008 il frumento tenero di importazione North Spring (una varietà canadese), secondo le rilevazioni delle Camere di Commercio sui principali mercati all’ingrosso (indice Finc), aveva segnato un rincaro del 7% rispetto a gennaio. A Milano, alla Borsa merci, il grano duro aveva superato i 530 euro, mentre a Bologna le varietà migliori avevano oltrepassato quota 520.

Altro fattore che aveva alimentato la corsa al rialzo dei prezzi era la crescente domanda di cereali per consumi alimentari, proveniente principalmente dall’est asiatico (Cina e India soprattutto), elemento che ormai può essere considerato strutturale nel mercato. In particolare, la siccità che aveva colpito le produzioni interne di Cina e India aveva determinato per questi due paesi, un maggior ricorso alle importazioni di prodotti cerealicoli dai mercati occidentali, con l’effetto non solo di aumentare ulteriormente la domanda mondiale di questi prodotti ma anche di mantenere i prezzi su alti livelli”.

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Altamuran Lentil ConsortiumConsorzio “Lenticchia di Altamura”

Consorzio "Lenticchia di ALtamura"

The industrial districts are a group of companies which belong to the same territory, specialised and integrated between them in productive lines.  For many years they have held a fundamental role in the Italian economy, but it was only at the beginning of the nineties that they obtained their first legal recognition and became part of the political economic system.

The possibility of obtaining funds for the modernisation and expansion of the productive activity associated to the combination of identity and visibility explains the efforts, which in the last years, many local companies have made to embellish this denomination, often abandoning the manufacturing character of the district.  Therefore new districts were born such as enogastronomic, cultural, tourist, rural (Tuscany), up to the new born Lombardy goal districts.

The first expansion of the word district was carried out for the enogastronomic districts: the lard of Colonnata, the onions of Tropea, the bread of Altamura, the patisserie of Ragusa, the truffles of Langhe, and the ham of the Siena area.  If the industrial districts do not embrace nor understand in an exhaustive way the world of Italian PMI,  which represent, without doubt, one of the most dynamic and important realities: they produce  38 % of the Italian Pil and occupy 40% of the national industrial working force (2.7 million workers).

Consorzio "Lenticchia di ALtamura"

I distretti industriali sono insiemi di aziende appartenenti allo stesso territorio, specializzate e integrate tra loro in filiere produttive: da molti anni rivestono un ruolo fondamentale nell’economia italiana, ma è solo all’inizio degli anni Novanta che hanno ottenuto i primi riconoscimenti giuridici e sono diventati oggetto della politica economica.

La possibilità di ottenere fondi per la modernizzazione e l’espansione dell’attività produttiva associata all’accoppiata identità-visibilità spiega gli sforzi, che negli ultimi anni molte unità locali hanno compiuto per fregiarsi di questa denominazione, abbandonando spesso il carattere manifatturiero del “distretto”. Sono quindi nati distretti enogastronomici, culturali, turistici, rurali (Toscana), fino ai neonati “meta distretti” lombardi.

La prima estensione della parola distretto è stata effettuata per i distretti enogastronomici: del lardo di Colonnata, delle cipolle di Tropea, del pane di Altamura, delle pasticcerie di Ragusa, dei tartufi delle Langhe, dei prosciutti di cinti senesi. Se i distretti industriali non abbracciano né comprendono in maniera esaustiva il mondo delle PMI italiane, ne rappresentano senza dubbio una delle realtà più dinamiche ed importanti: essi producono il 38 per cento del Pil Italiano ed occupano il 40 per cento della forza lavoro industriale nazionale (2,7 milioni di occupati).

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