Crisi cerealicola … come andrà a finire?

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Data l’allarmante crisi che sta attraversando il settore cerealicolo, soprattutto nell’Italia del Sud, presto sarà predisposto un Piano Nazionale Cerealicolo per fronteggiarne la crisi. Le condizioni per ricevere l’aiuto, previsto dai premi disaccoppiati, prevede che su uno stesso appezzamento si applichi un ciclo rotativo che impieghi un anno cereali e l’ altro anno o piante proteiche o oleaginose. I cereali sono tutti ammessi anche quelli minori (grano tenero, grano duro, mais, orzo, sorgo, avena, segale, farro e miglio), in particolare per il grano duro e quello tenero è d’ obbligo la certificazione. Le piante proteiche ammesse sono: fave, favette, favino, pisello proteico e lupini dolci, mentre quelle oleaginose ammesse sono: soia, girasole e colza.
Il Piano Nazionale Cerealicolo è stato stilato a Bari in occasione della Fiera del Levante alla presenza del presidente della Commissione agricoltura dell’Ue, Paolo De Castro e del sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, ma a quanto pare il documento prevede anche l’istituzione di una cabina di regia  delle regioni del Sud (Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna), per il rilancio dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Read More »