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	<title>AgroGreen Service &#187; filiera corta</title>
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		<title>Negozi a filiera corta</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samyra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Buone pratiche e consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[La filiera corta è un meccanismo  utilizzato per commercializzare prodotti di vario tipo che prevede un rapporto diretto tra produttore e consumatore, accorciando il numero degli intermediari e diminuendo il prezzo finale. Con l&#8217;avvento della globalizzazione questo singolare meccanismo di commercio è stato eclissato dai svariati centri commerciali che offrono di tutto di più, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a href="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/effecorta1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2415" title="effecorta" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/effecorta1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>La <a href="http://www.mercatidelcontadino.it/Filiera-corta/">filiera corta</a> è un meccanismo  utilizzato per commercializzare prodotti di vario tipo che prevede un rapporto diretto tra produttore e consumatore, accorciando il numero degli intermediari e diminuendo il prezzo finale. Con l&#8217;avvento della globalizzazione questo singolare meccanismo di commercio è stato eclissato dai svariati centri commerciali che offrono di tutto di più, non considerando i costi ambientali.</p>
<p>In un periodo particolare come quello che stiamo vivendo, in cui è difficile trovare lavoro, è indispensabile reinventarsi qualcosa per poter lavorare onorando non solo noi stessi, ma soprattutto la terra che ci ospita ed è per questo che in Italia iniziano a diffondersi i negozi di prodotti sfusi. Si tratta di negozi che vendono esclusivamente prodotti sfusi, alla spina e senza imballaggi. Non solo i detersivi e il latte, ma una gamma paragonabile a quella dei mini market: dalla farina al té, dalla pasta all&#8217;aceto, passando attraverso la miscela per le torte, i legumi e le saponette al taglio. Si spende un 20-30% in meno,  si ha la possibilità di portarsi a casa esattamente la quantità desiderata e soprattutto non si paga un assortimento di imballaggi destinati a finire nelle nostre pattumiere.<!--:--><span id="more-2412"></span><!--:it--></p>
<p>Esperienze pioniere sono quelle di <a href="http://www.greencity.it/news/1271/effecorta-nasce-in-toscana-il-primo-negozio-ecosostenibile.html">Effecorta</a> a Capannori (Lucca) e del  <a href="http://viveresemplice.splinder.com/post/20351644">Negozio Leggero </a>di Torino, che promuovono entrambe questa filosofia di commercio ed estendono il loro &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Know-how">Know -how</a>&#8221; a tutti colori che sono realmente interessati a estendere tale iniziativa. E proprio in relazione allo spreco di imballaggi che continuiamo a produrre, sento di affermare  che molto spesso ci soffermiamo a guardare l&#8217;involucro quando in realtà ciò che ci interessa è il contenuto!</p>
<p>Via|<a href="http://www.aamterranuova.it/">terranuova</a></p>
<p>Foto|<a href="http:// servicedesignblog.wordpress.com/.../">servicedesignblog</a><!--:--></p>
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		<title>Fenomeno filiera corta!</title>
		<link>http://www.agrogreenservice.it/2009/11/fenomeno-filiera-corta/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[PSR 2007-2013]]></category>
		<category><![CDATA[vendita diretta]]></category>

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In seguito alla crisi economica, a prezzi per i produttori sempre più bassi, molti di loro hanno deciso di ritornare alla vendita diretta bypassando diverse tappe della filiera. Per filiera si intendono tutti quei passaggi che attraversa un prodotto prima di giungere alla vendita finale  e per filiera corta si intende il rapporto diretto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><img class="size-full wp-image-1910 alignleft" title="farmer" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2009/11/farmer.jpg" alt="farmer" width="232" height="400" /></p>
<p>In seguito alla crisi economica, a prezzi per i produttori sempre più bassi, molti di loro hanno deciso di ritornare alla vendita diretta bypassando diverse tappe della filiera. Per filiera si intendono tutti quei passaggi che attraversa un prodotto prima di giungere alla vendita finale  e per filiera corta si intende il rapporto diretto tra il produttore e il consumatore.<br />
L’idea di acquistare direttamente da produttore conferisce all’acquirente una maggior consapevolezza della genuinità del prodotto. Le prime forme di filiera corta  furono le <a href="http://www.mercatidelcontadino.it/">Farmers’ Markets </a>che si diffusero, nel Nord America e  nell’Europa settentrionale intorno agli anni ’70. In Italia questa forma ufficialmente è arrivata da qualche anno anche se la vendita diretta è sempre esistita. Da sempre ricordo una vendita porta a porta dei propri prodotti da parte degli agricoltori. E poi via, via una serie di iniziative come le campagne amiche, i gruppi di azione locale, agricoltura a Km zero e via dicendo, ma tutte esplose come un boom.<!--:--><span id="more-1907"></span><!--:it--><br />
Dopo le forme spontanee anche le<a href="http://www.rivistadiagraria.org/riviste/vedi.php?news_id=280&amp;cat_id=93"> istituzioni hanno cominciato </a>a regolamentare queste forme di vendita e a considerare tra le attività possibili, nell’ambito dell’attività dell’imprenditore agricolo anche la vendita diretta. Attualmente il nuovo PSR 2007-2013 in Puglia  prevede e promuove una serie di <a href="http://www.regione.puglia.it/index.php?at_id=1&amp;page=curp&amp;id=4475&amp;opz=display">progetti di filiera integrati </a>a livello locale, con lo scopo di realizzare investimenti singoli ma coordinati tra loro per la valorizzazione e commercializzazione dei prodotti locali.<br />
I prodotti acquistati direttamente dal produttore vengono percepiti più freschi, più sani, ma non sempre più economici, perché non si può paragonare una produzione limitata rispetto ad una industriale dove si ha un abbattimento dei costi. I produttori in tal senso hanno il potere di fare il prezzo sul mercato piuttosto che subirlo, però cadiamo sempre nello stesso intoppo, manca la coesione e la collaborazione. Purchè abbia successo una filiera in un determinato settore, come lo possono essere i legumi, l’importante è che ci sia collaborazione, sia  efficientemente organizzata per quanto riguarda l’impatto ambientale, economico e sociale e  che sia soprattutto <a href="http://www.teatronaturale.it/articolo/7962.html">trasparente</a>.<br />
<em>Noi ci auguriamo il meglio per il nostro territorio baciato dalla ricchezza di madre natura ma defraudato dall’ignoranza dei suoi figli!</em></p>
<p>Via |: teatronaturale, rivistadiagraria<!--:--></p>
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		<title>Who say woman says damageChi dice donna dice danno &#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 06:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Zaia]]></category>
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Surely this male chauvinist saying is not new for you…even if, personally, it makes me smile considering that I am writing from a feminine point of view.  I think that men utilise this saying when they are amazed in front of the feminine capability!
This morning I got up with a feminist spirit, but I wanted [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:en--><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/n6MnkyTRlKU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/n6MnkyTRlKU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
Surely this male chauvinist saying is not new for you…even if, personally, it makes me smile considering that I am writing from a feminine point of view.  I think that men utilise this saying when they are amazed in front of the feminine capability!</p>
<p>This morning I got up with a feminist spirit, but I wanted only to look briefly on the pink agriculture. Reading here an there I learnt that on the 29th October last the Minister, <a href="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/attualita/agricoltura-in-rosa-agricoltura-di-qualita-08383.cfm">Luca Zaia</a>, rewarded five women farmers for having carried out their agricultural activities with innovation, originality and creativity…I want to say (to by ironic) “Finally someone has realised that women do not only cause damage”.  Curious activities like the breeding of butterflies, the agro-nest with country meals, pet therapy, baby parking, and other activities.  According to the COLDIRETTI data the percentage of women involved in agricultural activities is increasing, despite the choking crisis. The COLDIRETTI confirms that the presence of women in agriculture derives from the innovation which is characterising the sector, especially in the wine and oil sector.  Probably I agree with this, but do not forget the historical role of the women in the <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Masseria">farms</a>.  I come from a family that has always been involved with agriculture and I remember the duty of my grandmother: <!--:--><!--:it--><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/n6MnkyTRlKU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/n6MnkyTRlKU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Sicuramente non vi è nuovo questo modo di dire … del tutto maschilista, anche se personalmente mi fa sorridere … considerate che sto scrivendo dal punto di vista femminile.<br />
Ritengo che gli uomini utilizzino questo  “luogo comune” quando rimangono sbalorditi davanti alle capacità femminili!<br />
Stamani non mi sono alzata con lo spirito femminista ma mi volevo solamente soffermare sulle quota rosa in agricoltura. Leggendo qua e là ho appreso che lo scorso 29 ottobre il <a href="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/attualita/agricoltura-in-rosa-agricoltura-di-qualita-08383.cfm">Ministro Luca Zaia </a>ha consegnato un premio a cinque donne imprenditrici agricole per aver svolto la propria attività agricola con innovazione, originalità e creatività … mi vien voglia dire (per ironizzare) “Finalmente qualcuno si accorge che le donne non fanno solo danno!”.  Attività curiose come l’allevamento delle farfalle, l’agronido con mensa country, la pet-therapy, il baby parking e altre attività. Secondo i dati della <em>Coldiretti</em>, la percentuale di donne implicate in attività agricola è fortemente in aumento, nonostante la crisi soffocante. Sempre la <em>Coldiretti</em> afferma che la presenza della donna in agricoltura derivi dall’innovazione che sta caratterizzando il settore, soprattutto quello del vino ed olio. Probabilmente sono anche d’accordo con questo, ma non bisogna dimenticare il ruolo storico della <strong>donna nelle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Masseria">masserie</a></strong>. Io provengo per metà da una famiglia che ha sempre avuto a che fare con l’agricoltura e ricordo i compiti di mia nonna: <!--:--><span id="more-1732"></span><!--:en--> she was responsible for the transformation of the milk into cheese and diary products, and the winter cure of the cheese, the production of delicious salami, she was responsible for small animals like chickens and rabbits and if there was a need helped my grandfather in the manual milking of sheep and cows, she cared for the vegetable garden, she was responsible for selling these products and when the famous Altamuran Lentils were harvested she manually sorted them…my grandmother is only an example allocated to my memory, but the woman has always had an important role in agriculture…do not forget it! </p>
<p>Have a good day!<!--:--><!--:it-->lei si occupa della trasformazione del latte in formaggio e latticini, si occupava della cura invernale delle forme di formaggio, si occupava della produzione di succulenti salumi, si occupava degli animali di piccola taglia (galline, conigli) e se c’era bisogno aiutava mio nonno nella mungitura manuale delle pecore e delle mucche, si occupava della cura dell’orto, si occupava della vendita al dettaglio (ora si chiama a filiera corta) e quando si raccoglievano le famose lenticchie di Altamura si occupava della cernita manuale … Mia nonna è solo un esempio allocato nei miei ricordi, ma la donna ha sempre avuto un ruolo importante in agricoltura, non dimentichiamocelo!<br />
Buona giornata a tutti.<!--:--></p>
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