Una passione nata nel lontano 2004 o forse sarebbe meglio definirla una vera e propria ossessione, la ‘Lenticchia di Altamura’ un’antica varietà coltivata nell’area della Murgia barese ormai quasi scomparsa. Prima di effettuare una cronistoria di questa avventura, perché così vorrei definirla, mi piacerebbe fare un piccolo preambolo:
La lenticchia (Lens culinaris subsp. culinaris), una delle piante più anticamente coltivate dall’uomo.
Una panacea per i popoli e per parecchio tempo, anche una possibilità di sviluppo per le nostre zone, in cui si coltivava la rinomata ‘Lenticchia di Altamura’.
Infatti in passato, per alcuni decenni a partire dagli anni ’30 la lenticchia, è stato un valore aggiunto dell’agroalimentare locale. Il legume veniva commercializzaqto non solo sui mercati nazionali ma veniva esportato in tutto il mondo tra cui USA, Canada, Australia, Sud Africa, Germania, Francia, Svizzera etc.. Il declino di questa produzione arrivò intorno agli anni settanta per una serie di problemi tra cui: la mancata meccanizzazione, l’uso e abuso di diserbanti, le politiche agricole comunitarie con l’incentivazione della produzione di grano, l’abbandono delle campagne.
La “Lenticchia di Altamura” era di fatto scomparsa e non si produceva più. Il biotipo era stato però salvato dall’estinzione dai competenti istituti di ricerca.
Il Ministero per le politiche agricole e forestali ha incluso infatti la “Lenticchia di Altamura” nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.

