We Are The World for …

Cile, 27 febbraio 2010

per ora solo il buio in Cile, non c’è immagine che raffiguri la disperazione, il dolore, la rabbia di chi adesso sta soffrendo!

E’ il nostro minuto di silenzio virtuale … se guardi questa immagine!

Haiti, 13 gennaio 2010

Abruzzo, 6 aprile 2009

e poi che differenza c’è tra il Cile, Haiti, Abruzzo, Sumatra … perchè we are the world!

Herbman

Se siete amanti della natura e vi piace camminare in spazi aperti, non spaventatevi se un giorno vi trovate di fronte un uomo dalle dimensioni abnormi, di colore verde, radicato in terra! Si tratta di Herbman, un personaggio dalle forme umane, di grandi dimensioni, realizzato con piante ed erbe officinali. Herbman gira il mondo per divulgare  gli usi e gli effetti delle piante di cui è ricoperto.

Il progetto Medical Herbman café utilizza i fondi ricavati dalla vendita di té e dei suoi prodotti per la costruzione di aree parco giochi nei Paesi in via di sviluppo. Gli ideatori del progetto girano il mondo in carovane e si fermano  in ampi spazi dove creano Herbman e utilizzano le carovane per le creazione di un Cafè e la vendita di prodotti naturali derivati da Herbman. In questo modo tutti possono conoscere il beneficio delle piante che ricoprono le varie parti di Herbman. Inoltre Herbaman sembra essere un tipo alla moda, cambia colore del vestito in base alle zone in cui si trova, perchè predilige l’uso di piante locali. Essendo l’Italia patria della moda, saremmo fortunati ad incontrarlo  per copiarne lo stile!

Via|Ecoblog

Cereal crisis … how will it the end?Crisi cerealicola … come andrà a finire?

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Due to the alarming crisis which the cereal sector is going through, in particular in the South of Italy, a national cereal plan to affront the crisis will soon be organised.  The conditions for receiving help  envisages that on the same plot of land a rotation cycle is applied that uses one year cereal and the other year protein or oleaginous  plants.  All cereals are permitted also the minor ones ( hard and soft cereals, maize, barley, sorghum, oats, rye, emmer and millet), for hard and soft cereals a certificate is obligatory.  The permitted protein plants are: broad beans, protein pea and sweet lupine, whilst the permitted oleaginous plants are: soya, sunflower and rape.

The National Cereal Plan was drawn up at Bari on the occasion of the “Fiera del Levante” in the presence of the President of the EU Commission for Agriculture, Paolo De Castro, and the Agriculture Politics  Under-Secretary, Antonio Buonfiglio, but its seems the document envisages also the setting up of a directive for the re-launching of agriculture and fisheries for the Southern Region (Sicily, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Apulia, Sardegna).

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Data l’allarmante crisi che sta attraversando il settore cerealicolo, soprattutto nell’Italia del Sud, presto sarà predisposto un Piano Nazionale Cerealicolo per fronteggiarne la crisi. Le condizioni per ricevere l’aiuto, previsto dai premi disaccoppiati, prevede che su uno stesso appezzamento si applichi un ciclo rotativo che impieghi un anno cereali e l’ altro anno o piante proteiche o oleaginose. I cereali sono tutti ammessi anche quelli minori (grano tenero, grano duro, mais, orzo, sorgo, avena, segale, farro e miglio), in particolare per il grano duro e quello tenero è d’ obbligo la certificazione. Le piante proteiche ammesse sono: fave, favette, favino, pisello proteico e lupini dolci, mentre quelle oleaginose ammesse sono: soia, girasole e colza.
Il Piano Nazionale Cerealicolo è stato stilato a Bari in occasione della Fiera del Levante alla presenza del presidente della Commissione agricoltura dell’Ue, Paolo De Castro e del sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, ma a quanto pare il documento prevede anche l’istituzione di una cabina di regia  delle regioni del Sud (Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna), per il rilancio dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Read More »

Jungo il sistema mangiatraffico

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Jungo è una parola di fantasia e deriva dall’accorpamento di “ingo-iungere” dal latino che significa unire, congiungere; “young”, dall’inglese, o “Jung”, dal tedesco, entrambi significano giovane ed infine “go” dall’inglese che significa andare.
Pertanto la parola vuole esprime il significato di viaggiare in un mondo giovane ed innovativo.
Jungo è un sistema nato a Trento che consente di lasciare la macchina a casa e di spostarsi secondo lo spirito dell’autostoppista. Il metodo Jungo consente di accreditare sia l’autostoppista che il pilota, i quali ricevono una card identificativa, quindi durante gli spostamenti l’autostoppista mostra per strada la card per farsi riconoscere da un qualsiasi pilota anch’esso munito di card. Il rilascio della card è annuale e soggetto al controllo del casellario giudiziario, pertanto è un metodo che consente di viaggiare con sicurezza. Una volta che entrambi mostrano la card, l’autostoppista paga 20 centesimi più 10 centesimi per ogni Km percorso. Quindi il sistema è conveniente perché entrambi ci guadagnano e solo se il guadagno è reciproco è conveniente, in quanto il pilota recupera le spese minime non facendo nulla, semplicemente percorrendo lo stesso tragitto e l’autostoppista lascia la macchina a casa riducendo sprechi di tempo, di carburante ed entrambi inconsapevolmente riducono l’inquinamento. Read More »

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These days the African Plan has been talked about, a project born to develop business relations between Italy and the African Continent. Economic development in Africa, in particular of the sub-Saharan area, has been neglected in the last years to follow other large industrialised countries. The macro-economic indicator show a good economic performance, in fact, it seems that a percentage of people who live under the poverty line has reduced and it is estimated that in 2015 it will be 37%. It is a good result but it could be better.

What about the global economic crisis? It seems that Southern Africa will almost not be touched. Foreign entrepreneurs have always complained of a certain degree of backwardness in the African banking system, but thanks to this backwardness they have managed to keep out of sophisticated financial systems that would have caused heavy repercussions that we are registering in the rest of the World. So the objective of the African plan is to stimulate the interest of the Italian entrepreneurs towards the African Continent proposing opportunity both commercial and investment, in places where the presence o other nation is reduced.

In questi giorni si è sentito parlare del Piano Africa, progetto nato per sviluppare i rapporti imprenditoriali italiani con il continente nero. L’interesse per lo sviluppo economico che si andava registrando in Africa e soprattutto dell’Africa subsahariana negli ultimi anni è stato trascurato per seguire altri grandi Paesi Industrializzati. Gli indicatori macroeconomici segnalano una buona performance economica, infatti pare che la percentuale di gente che vive sotto la soglia della povertà si è ridotta e si stima che per il 2015 arriverà al 37%. E’ un buon risultato, ma ce ne possono essere di migliori!

E la crisi economica globale? Pare che l’Africa australe ne rimarrà quasi indenne. Gli imprenditori esteri hanno sempre lamentato un certo grado di arretratezza del circuito bancario africano, ma grazie a questa arretratezza sono riusciti a tenere fuori quei sistemi finanziari sofisticati che avrebbero causato le gravi ripercussioni che stiamo registrando nel resto del mondo. Pertanto l’obiettivo del Piano Africa è quello di stimolare l’interesse degli operatori italiani verso il continente africano proponendo opportunità sia di commercio che di investimento, in Paesi in cui è anche ridotta la presenza delle altre nazioni.

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