Legumi e fertilizzanti

L’utilizzo dei fertilizzanti ed in particolare di quelli azotati è vitale per le piante, anche se per il loro uso indiscriminato il pianeta sta pagando notevolmente dal punto di vista ambientale. L’eccesso di concimi azotati che vengono riversati nei fiumi e nelle falde causa uno sviluppo abnorme delle alghe ed una riduzione delle quantità di ossigeno nelle acque che porta alla morte di quasi tutti gli esseri viventi presenti, così come sta avvenendo nel Golfo del Messico e non bisogna dimenticare che l’ossido nitroso è anche uno dei principali gas serra.

Alcuni ricercatori dell’Università di Stanford hanno effettuato una serie di studi su come i legumi fissassero l’azoto atmosferico ed hanno scoperto un nuovo processo biologico con il quale le leguminose controllano il comportamento dei batteri simbionti. Infatti hanno notato che tali piante hanno un particolare sistema di proteine che genera dei segnali specifici, in passato sconosciuti, che sono alla base della fissazione dell’azoto da parte dei batteri. Alla base della produzione di tali proteine vi è un gene che attiva il segnale chimico senza il quale i batteri non compierebbero la loro attività.

Questa scoperta potrebbe aprire le porte per uno sviluppo ed un maggior utilizzo di tali colture nella pratica del sovescio e nell’arricchimento dei terreni, evitando o riducendo notevolmente l’utilizzo dei concimi chimici azotati a vantaggio di un ambiente e dei cibi più sani.

Via| http://www.eurekalert.org/pubnews.php

Oscar Green

Sono partite le  iscrizioni per partecipare al concorso “Oscar Green”, promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Il termine ultimo è fissato al  prossimo 5 aprile, e tutte le informazioni sono disponibili all’indirizzo www.oscargreen.it.

Firma l’innovazione è lo slogan che accompagna l’Oscar Green 2010 e il premio si divide in sei categorie che riflettono la multifunzionalità dell’impresa agricola e la sua capacità di affacciarsi a mercati innovativi. Queste le sei categorie: “Stile e cultura di impresa”, “Sostieni il clima”, “Sviluppo locale”, “Esportare il territorio”, “Campagna Amica”, “Oltre la filiera”.

Il Premio Oscar Green premia, quindi, l’originalità di un progetto e chi decide di scommetterci. Questo è quello che durante il Bollenti Spiriti Bar Camp, lo stesso Donato Fanelli delegato Nazionale dei Giovani di Coldiretti e vice Presidente del Consiglio dei giovani agricoltori europei (Ceja) ha espresso a tutti i presenti e a coloro che hanno voluto scommetere, realizzando un progetto innovativo nel settore agricolo.

E come ben detto sulla Home Page del sito di Coldiretti:

“Aderisci all’iniziativa e la tua realtà sarà accompagnata in una dimensione positiva, sostenuta da chi lavora e ottiene risultati concreti, per restituire al tuo impegno nuovo ossigeno, perchè il domani sia un’opportunità e la tua ambizione una passione da coltivare.”

Lenticchia mon amour

I legumi panacea dei popoli, alimenti poveri di grassi ma ricchi di proteine, carboidrati e fibre e che donano un piacevole e sano senso di sazietà, ricchi di calcio,  di vitamine (vitamina B1) e sali minerali come ferro e potassio.

NFI – Nutrition Foundation of Italy – Centro Studi dell’Alimentazione – segnala studi scientifici che confermano gli effetti benefici dei legumi. Infatti in questi studi viene messa in evidenza l’importante funzione di controllo sui livelli di colesterolo del sangue e la potenziale riduzione del rischio cardiovascolare.

L’effetto ipocolesterolemizzante dei legumi trova conferma nelle conclusioni di un articolo, pubblicato su “Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases”, per il quale sono stati esaminati i dati ottenuti da 10 studi clinici randomizzati, condotti con l’obiettivo di valutare la relazione fra il consumo di legumi e il profilo lipidico, su un totale di 270 pazienti.

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L’Italia prima in cibi di qualità

Lenticchia di AltamuraChe in Italia si mangi bene è risaputo, ma ad avvalorare questa tesi giunge la classifica contenuta nel “Rapporto 2009 sulle produzioni agroalimentari italiane Dop, Igp, Stg” curato dall’Osservatorio Qualivita. Da quanto emerge dalla classifica L’Italia è prima in Europa per i cibi di qualità legati al territorio. Un primato che si è consolidato nel 2009 con un vero e proprio sprint: su 50 nuovi prodotti a marchio certificato (Dop, Igp, Stg) ben 19 sono italiani. La classifica generale ci vede in testa con 194 prodotti (il 21 per cento del totale), seguono la Francia con 167 e la Spagna con 129. Questo dato dimostra quanto sia importante l’agricoltura legata la territorio che serve anche a tutelare la diversità del paesaggio e creare le condizioni per un rilancio del turismo.

Anche dal punto di vista dei numeri di settore, l’agricoltura legata al territorio non è trascurabile: 5,3 miliardi di euro che diventano 9,8 miliardi come fatturato complessivo al consumo. Il punto debole del sistema riguarda la capacità di pensarsi come struttura capace di fare squadra creando mercato. Questo è il problema principale che abbiamo riscontrato per la promozione della “Lenticchia di Altamura”, prodotto tipico legato alle tradizioni locali territoriali. Read More »

Ricominciamo

Semina Lenticchia di AltamuraSemina Lenticchia di Altamura 2

Semina Lenticchia di Altamura 3

Ricominciamo… ritorna il momento di seminare e come sempre è tanta l’aspettativa che si ripone in questo piccolo seme che ormai è diventato un punto di forza per alcuni agricoltori che ci credono, per alcuni tecnici e per i cultori dei prodotti di qualità.

Aspettando la raccolta un grosso augurio a tutti i produttori di “Lenticchia di Altamura“.

Agricoltura tradizionale, biodiversità e “Lenticchia di Altamura”

Lenticchia di Altamura e agricoltura ancestrale

Una ricerca condotta da alcuni ricercatori dell’Università di Washington e da alcuni colleghi della Chiang Mai University in Thailandia ha mostrato quanto utile può essere un’agricoltura di tipo tradizionale nell’influenzare la diversità genetica nella coltivazione del riso.

Infatti attraverso indagini genetiche si è potuto dimostrare che le coltivazioni di riso portate avanti da alcuni agricoltori nelle zone collinari e precisamente i Karen, attraverso tecniche sostenibili, hanno permesso di preservare dall’estinzione antiche varietà di riso, diversamente dalle zone di pianura in cui un’agricoltura estensiva ha causato una omologazione della coltura con perdita della biodiversità.

Ad oggi le colture per alimentazione umana vengono geneticamente ottimizzate per permettere coltivazioni intensive attraverso tecniche di ibridazione che da un lato, permettono elevate produzioni necessarie per soddisfare le richieste alimentari, ma d’altro canto risultano statiche dal punto di vista genetico. Al contrario le coltivazioni portate avanti con tecniche ancestrali permettono di avere colture geneticamente dinamiche che vengono naturalmente selezionate in base alla condizioni climatiche locali.

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Lenticchia di Altamura e Marketing Nostrum

Lenticchia di Altamura

Nuove scuole di pensiero nel campo del marketing stanno sviluppandosi negli ultimi tempi e tra questa quella che più mi ha incuriosito è stata quella creata da un gruppo di ricercatori italo-francesi che propone uno stile di Marketing Nostrum, basato sul bagaglio valoriale dei paesi Mediterranei.

Infatti mentre il Marketing anglosassone risponde essenzialmente a una richiesta di individualizzazione e personalizzazione da parte dei consumatori, l’approccio mediterraneo cerca di ristabilire un legame sociale arcaico e comunitario. Secondo questi studiosi la tendenza del consumo postmoderno è quella di andare verso una sorta di “ri-radicamento” al territorio, attraverso la ricerca di radici e legami sociali.

Per quanto riguarda il settore agricolo locale considero che le possibilità dell’utilizzo di un marketing mediterraneo siano più che giustificate ed appropriate e mi riferisco in particolare alla “Lenticchia di Altamura” che forse a ragione di molti è stato il primo prodotto a rendere famosa la nostra città e a dare lavoro e reddito in periodi difficili. Prima che del Pane Dop di Altamura, prima del Settore del mobile imbottito, ogni famiglia di Altamura e non solo aveva un legame con tale coltura, da chi la coltivava a chi la lavorava fino a colui che la commercializzava ogni famiglia aveva almeno una persona che traeva reddito e da questa produzione.

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Speciale frutti tropicali II

 

frutta

Continua il mio piccolo inserto sui frutti tropicali, come promesso vi descrivo brevemente e vi racconto curiosità, trovate qua e là sull’avocado, il frutto della passione e l’achechengi. Prima di passare all’esotico vorrei ricordarvi che stanotte è tradizione mangiare, oltre alla nostra amata Lenticchia di Altamura, anche 12 chicchi di uva per avere fortuna tutto l’anno. L’uva è simbolo di vita, di resurrezione e quindi di immortalità, tanto che un tempo si lasciava essiccare sui tralicci o nei solai per consumarla nel periodo Natalizio. Oggigiorno la si trova abbondantemente presente sui mercati ortofrutticoli ma per la maggior parte proveniente dal Cile e dall’Egitto.
In ogni caso colgo occasione per auguravi una buona vigilia di Capodanno e che questo 2010 vi sia più prospero. Read More »

Green Marketing e “Lenticchia di Altamura”

Lenticchia di Altamura e Green Marketing

Pochi giorni fa, durante una discussione con alcuni amici, mi è stato chiesto in cosa consistesse il Green Marketing e perchè nel nostro progetto la “Lenticchia di Altamura” era considerata un prodotto con cui ben si abbinava questo nuovo modo di fare marketing.

La spiegazione è stata naturale per una serie di motivi alcuni prettamente scientifici altri culturali e/o colturali. Infatti la lenticchia essendo una Leguminosa naturalmente fissa l’azoto atmosferico per poi cederlo al terreno una volta che il ciclo colturale è terminato, permettendo basse richieste di  input chimici non solo per la sua coltivazione ma anche per la successiva coltura. Altro punto a suo favore è la tipicità territoriale del prodotto, coltivato in una zona di pregio o in zone limitrofe al Parco Nazionale dell’AltaMurgia.

Dal punto di vista morfologico essendo più verde delle altre tipologie di lenticchia commercializzate ha un non so che di Green nel suo corredo. Per finire, dal punto di vista organolettico, con il panel test da noi messo a punto si sono notate delle differenze, che dovranno essere indagate maggiormente, ma che sono già un buon punto di partenza.

Quindi visto che il Capodanno si avvicina, perchè non preparare un bel piatto di “Lenticchia di Altamura” Green per un beneaugurante inizio dell’anno? A voi la scelta.

Risultati panel test della “Lenticchia di Altamura”

Panel Test Lenticchia Altamura
Domenica 29 novembre l’Agrogreen Service ha raccolto i dati necessari per dimostrare che la “ Lenticchia di Altamura” è differente da quella d’importazione, nel nostro caso di derivazione America, con un livello di fiducia pari al 95%.

Era un risultato che aleggiava nell’aria, si sapeva, si conosceva, ma non avevamo dati scientifici per dimostrarlo … ora siamo certi di affermarlo la “Lenticchia di Altamura” è diversa, quindi consumate, consumate, consumate prodotti locali.

Abbiamo ritenuto opportuno pubblicare la lista di tutti i nostri assaggiatori non professionisti che hanno preso parte all’esperimento, e grazie a loro non avremmo ottenuto questo risultato.

Pertanto cogliamo occasione per ringraziare tutti i partecipanti al panel test della Lenticchia di Altamura, organizzato da Agrogreen Service.