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	<title>AgroGreen Service &#187; Lenticchia di Altamura</title>
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		<title>Legumi e fertilizzanti</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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L’utilizzo dei fertilizzanti ed in particolare di quelli azotati è vitale per le piante, anche se per il loro uso indiscriminato il pianeta sta pagando notevolmente dal punto di vista ambientale. L’eccesso di concimi azotati che vengono riversati nei fiumi e nelle falde causa uno sviluppo abnorme delle alghe ed una riduzione delle quantità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a href="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/PICT4293.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-2343" title="Semina Lenticchia di Altamura 4" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/PICT4293-e1269076703706.JPG" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>L’utilizzo dei fertilizzanti ed in particolare di quelli azotati è vitale per le piante, anche se per il loro uso indiscriminato il pianeta sta pagando notevolmente dal punto di vista ambientale. L’eccesso di concimi azotati che vengono riversati nei fiumi e nelle falde causa uno sviluppo abnorme delle alghe ed una riduzione delle quantità di ossigeno nelle acque che porta alla morte di quasi tutti gli esseri viventi presenti, così come sta avvenendo nel Golfo del Messico e non bisogna dimenticare che l’ossido nitroso è anche uno dei principali gas serra.</p>
<p>Alcuni ricercatori dell’Università di Stanford hanno effettuato una serie di studi su come i <a href="http://www.agrogreenservice.it/la-lenticchia-di-altamura/">legumi</a> fissassero l’azoto atmosferico ed hanno scoperto un nuovo processo biologico con il quale le leguminose controllano il comportamento dei batteri simbionti. Infatti hanno notato che tali piante hanno un particolare sistema di proteine che genera dei segnali specifici, in passato sconosciuti, che sono alla base della fissazione dell’azoto da parte dei batteri. Alla base della produzione di tali proteine vi è un gene che attiva il segnale chimico senza il quale i batteri non compierebbero la loro attività.</p>
<p>Questa scoperta potrebbe aprire le porte per uno sviluppo ed un maggior utilizzo di tali colture nella pratica del sovescio e nell’arricchimento dei terreni, evitando o riducendo notevolmente l’utilizzo dei concimi chimici azotati a vantaggio di un ambiente e dei cibi più sani.</p>
<p>Via| <a href="http://www.eurekalert.org/pubnews.php">http://www.eurekalert.org/pubnews.php</a><!--:--></p>
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		<title>Oscar Green</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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Sono partite le  iscrizioni per partecipare al concorso &#8220;Oscar Green&#8221;, promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Il termine ultimo è fissato al  prossimo 5 aprile, e tutte le informazioni sono disponibili all&#8217;indirizzo www.oscargreen.it.
Firma l&#8217;innovazione è lo slogan che accompagna l&#8217;Oscar Green 2010 e il premio si divide in sei categorie che riflettono la multifunzionalità dell’impresa agricola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a href="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscar-Green.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2501" title="Oscar Green" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscar-Green-e1266568170219.jpg" alt="" width="460" height="437" /></a></p>
<p>Sono partite le  iscrizioni per partecipare al concorso &#8220;Oscar Green&#8221;, promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Il termine ultimo è fissato al  prossimo 5 aprile, e tutte le informazioni sono disponibili all&#8217;indirizzo <a href="http://www.oscargreen.it/" target="_blank">www.oscargreen.it</a>.</p>
<p>Firma l&#8217;innovazione è lo slogan che accompagna l&#8217;Oscar Green 2010 e il premio si divide in sei categorie che riflettono la multifunzionalità dell’impresa agricola e la sua capacità di affacciarsi a mercati innovativi. Queste le sei categorie: &#8220;Stile e cultura di impresa&#8221;, &#8220;Sostieni il clima&#8221;, &#8220;Sviluppo locale&#8221;, &#8220;Esportare il territorio&#8221;, &#8220;Campagna Amica&#8221;, &#8220;Oltre la filiera&#8221;.</p>
<p>Il Premio Oscar Green premia, quindi, l’originalità di un progetto e chi decide di scommetterci. Questo è quello che durante il <a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/">Bollenti Spiriti</a> Bar Camp, lo stesso Donato Fanelli delegato Nazionale dei Giovani di Coldiretti e vice Presidente del Consiglio dei giovani agricoltori europei (Ceja) ha espresso a tutti i presenti e a coloro che hanno voluto scommetere, realizzando un <a href="http://www.agrogreenservice.it/il-progetto/">progetto innovativo</a> nel settore agricolo.</p>
<p>E come ben detto sulla Home Page del sito di Coldiretti:</p>
<blockquote><p>&#8220;Aderisci all&#8217;iniziativa e la tua realtà sarà accompagnata in una dimensione positiva, sostenuta da chi lavora e ottiene risultati concreti, per restituire al tuo impegno nuovo ossigeno, perchè il domani sia un&#8217;opportunità e la tua ambizione una passione da coltivare.&#8221;</p></blockquote>
<p><!--:--></p>
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		<title>Lenticchia mon amour</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 03:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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I legumi panacea dei popoli, alimenti poveri di grassi ma ricchi di proteine, carboidrati e fibre e che donano un piacevole e sano senso di sazietà, ricchi di calcio,  di vitamine (vitamina B1) e sali minerali come ferro e potassio.
NFI – Nutrition Foundation of Italy – Centro Studi dell’Alimentazione – segnala studi scientifici che confermano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a href="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/02/PICT4293.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2441" title="Lenticchia di Altamura" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/02/PICT4293.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>I legumi panacea dei popoli, alimenti poveri di grassi ma ricchi di proteine, carboidrati e fibre e che donano un piacevole e sano senso di sazietà, ricchi di calcio,  di vitamine (vitamina B1) e sali minerali come ferro e potassio.</p>
<p>NFI – Nutrition Foundation of Italy – Centro Studi dell’Alimentazione – segnala studi scientifici che confermano gli effetti benefici dei legumi. Infatti in questi studi viene messa in evidenza l&#8217;importante funzione di controllo sui livelli di colesterolo del sangue e la potenziale riduzione del rischio cardiovascolare.</p>
<p>L’effetto ipocolesterolemizzante dei legumi trova conferma nelle conclusioni di un articolo, pubblicato su &#8220;Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases&#8221;, per il quale sono stati esaminati i dati ottenuti da 10 studi clinici randomizzati, condotti con l’obiettivo di valutare la relazione fra il consumo di legumi e il profilo lipidico, su un totale di 270 pazienti.</p>
<p><!--:--><span id="more-2439"></span><!--:it-->Dal confronto e dall’analisi dei risultati è emerso che il consumo giornaliero di 80-140 g di piselli, <a href="http://www.agrogreenservice.it/la-lenticchia-di-altamura/">lenticchie</a>, fagioli o fave, per almeno 3 settimane, comporta una riduzione media del colesterolo totale di 11,8 mg/dl e del colesterolo LDL di 8 mg/dl. Questa osservazione conferma l’importanza del consumo di legumi, nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata, per la prevenzione dei fattori di rischio cardiovascolare.</p>
<p>Via| <a href="http://www.freshplaza.it/">freshplaza.it</a><!--:--></p>
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		<title>L&#8217;Italia prima in cibi di qualità</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 07:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samyra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che in Italia si mangi bene è risaputo, ma ad avvalorare questa tesi giunge la classifica contenuta nel &#8220;Rapporto 2009 sulle produzioni agroalimentari italiane Dop, Igp, Stg&#8221; curato dall&#8217;Osservatorio Qualivita. Da quanto emerge dalla classifica L&#8217;Italia è prima in Europa per i cibi di qualità legati al territorio. Un primato che si è consolidato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><img class="aligncenter size-full wp-image-2257" title="Lenticchia di Altamura" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/DSC00901.JPG" alt="Lenticchia di Altamura" width="480" height="320" />Che in Italia si mangi bene è risaputo, ma ad avvalorare questa tesi giunge la classifica contenuta nel &#8220;Rapporto 2009 sulle produzioni agroalimentari italiane Dop, Igp, Stg&#8221; curato dall&#8217;<a href="http://www.qualivita.it/site/pages/osservatorio_socio_economico_qualivita.aspx"><span style="text-decoration: underline;">Osservatorio Qualivita</span></a>. Da quanto emerge dalla classifica L&#8217;Italia è prima in Europa per i cibi di qualità legati al territorio. Un primato che si è consolidato nel 2009 con un vero e proprio sprint: su 50 nuovi prodotti a marchio certificato (Dop, Igp, Stg) ben 19 sono italiani. La classifica generale ci vede in testa con 194 prodotti (il 21 per cento del totale), seguono la Francia con 167 e la Spagna con 129. Questo dato dimostra quanto sia importante l&#8217;agricoltura legata la territorio che serve anche a tutelare la diversità del paesaggio e creare le condizioni per un rilancio del turismo.</p>
<p>Anche dal punto di vista dei numeri di settore, l&#8217;agricoltura legata al territorio non è trascurabile: 5,3 miliardi di euro che diventano 9,8 miliardi come fatturato complessivo al consumo. Il punto debole del sistema riguarda la capacità di pensarsi come struttura capace di fare squadra creando mercato. Questo è il problema principale che abbiamo riscontrato per la promozione della &#8220;Lenticchia di Altamura&#8221;, prodotto tipico legato alle tradizioni locali territoriali.<!--:--><span id="more-2360"></span><!--:it--></p>
<p>Il Presidente della Fondazione Qualivita Paolo De Castro afferma che &#8220;nell&#8217;era della globalizzazione dobbiamo organizzzarci per portare i nostri prodotti dove vengono richiesti. All&#8217;estero vogliono mangiare italiano, vogliono mozzarella e parmigiano, ma se esportiamo solo il 14 per cento delle nostre eccellenze agroalimentari, il vuoto sugli scaffali viene riempito da merci italian sounding: imitazioni pirata che sfruttano l&#8217;assonanza con un nome italiano e finiscono per fatturare quattro volte più dei prodotti veri.&#8221;</p>
<p>Per tutelare i veri prodotti made in italy, l&#8217;Osservatorio propone una politica che sia orientata verso la difesa rigorosa delle tradizioni dal punto di vista dei disciplinari di produzione, ma che al tempo stesso sia estremamente innovativa e aperta dal punto di vista del marketing e della capacità di innovazione commerciale.</p>
<p>Via|<a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2010/01/14/news/cibo_e_territorio-1947970/">larepubblica</a><!--:--></p>
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		<title>Ricominciamo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 03:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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Ricominciamo&#8230; ritorna il momento di seminare e come sempre è tanta l&#8217;aspettativa che si ripone in questo piccolo seme che ormai è diventato un punto di forza per alcuni agricoltori che ci credono, per alcuni tecnici e per i cultori dei prodotti di qualità.
Aspettando la raccolta un grosso augurio a tutti i produttori di &#8220;Lenticchia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><img class="size-full wp-image-2341 alignright" title="Semina Lenticchia di Altamura" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/PICT4317.JPG" alt="Semina Lenticchia di Altamura" width="220" height="165" /><img class="size-full wp-image-2340 alignleft" title="Semina Lenticchia di Altamura 2" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/PICT4309.JPG" alt="Semina Lenticchia di Altamura 2" width="220" height="165" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2342" title="Semina Lenticchia di Altamura 3" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/PICT4311.JPG" alt="Semina Lenticchia di Altamura 3" width="236" height="183" /></p>
<p>Ricominciamo&#8230; ritorna il momento di seminare e come sempre è tanta l&#8217;aspettativa che si ripone in questo piccolo seme che ormai è diventato un punto di forza per alcuni agricoltori che ci credono, per alcuni tecnici e per i cultori dei prodotti di qualità.</p>
<p>Aspettando la raccolta un grosso augurio a tutti i produttori di &#8220;<a href="http://www.agrogreenservice.it/la-lenticchia-di-altamura/">Lenticchia di Altamura</a>&#8220;.<!--:--></p>
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		<title>Agricoltura tradizionale, biodiversità e &#8220;Lenticchia di Altamura&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 03:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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Una ricerca condotta da alcuni ricercatori dell&#8217;Università di Washington e da alcuni colleghi della Chiang Mai University in Thailandia ha mostrato quanto utile può essere un&#8217;agricoltura di tipo tradizionale nell&#8217;influenzare la diversità genetica nella coltivazione del riso.
Infatti attraverso indagini genetiche si è potuto dimostrare che le coltivazioni di riso portate avanti da alcuni agricoltori nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><img class="aligncenter size-full wp-image-2281" title="Lenticchia di Altamura e agricoltura ancestrale" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/PICT4253.JPG" alt="Lenticchia di Altamura e agricoltura ancestrale" width="480" height="640" /></p>
<p>Una ricerca condotta da alcuni ricercatori dell&#8217;Università di Washington e da alcuni colleghi della Chiang Mai University in Thailandia ha mostrato quanto utile può essere un&#8217;agricoltura di tipo tradizionale nell&#8217;influenzare la diversità genetica nella coltivazione del riso.</p>
<p>Infatti attraverso indagini genetiche si è potuto dimostrare che le coltivazioni di riso portate avanti da alcuni agricoltori nelle zone collinari e precisamente i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karen">Karen</a>, attraverso tecniche sostenibili, hanno permesso di preservare dall&#8217;estinzione antiche varietà di riso, diversamente dalle zone di pianura in cui un&#8217;agricoltura estensiva ha causato una omologazione della coltura con perdita della <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/12/darwin-e-biodiversita/">biodiversità</a>.</p>
<p>Ad oggi le colture per alimentazione umana vengono geneticamente ottimizzate per permettere coltivazioni intensive attraverso tecniche di ibridazione che da un lato, permettono elevate produzioni necessarie per soddisfare le richieste alimentari, ma d&#8217;altro canto risultano statiche dal punto di vista genetico. Al contrario le coltivazioni portate avanti con tecniche ancestrali permettono di avere colture geneticamente dinamiche che vengono naturalmente selezionate in base alla condizioni climatiche locali.</p>
<p><!--:--><span id="more-2280"></span><!--:it-->Lo stesso cosa in passato avveniva per la &#8220;<a href="http://www.agrogreenservice.it/la-lenticchia-di-altamura/">Lenticchia di Altamura</a>&#8221; che coltivata in zone difficilmente raggiungibili, in genere in valloni (Lame) presenti sulla Murgia, si differenziava geneticamente andando a sviluppare diversi ecotipi, quindi un&#8217;unica varietà con differenti <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/10/studio-di-ecotipi-di-lenticchia-di-altamura/">ecotipi</a> ognuno con proprie caratteristiche e peculiarità in base alle condizioni pedoclimatiche tipiche delle Lame dove avveniva la coltivazione.</p>
<p>Solo il tempo potrà dire se queste tecniche e questi &#8220;Banchieri del seme&#8221; hanno fatto la cosa giusta, anche se la diversità in genere premia.</p>
<p>Via| <a href="http://www.eurekalert.org/">http://www.eurekalert.org/</a><!--:--></p>
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		<title>Lenticchia di Altamura e Marketing Nostrum</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 03:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Nuove scuole di pensiero nel campo del marketing stanno sviluppandosi negli ultimi tempi e tra questa quella che più mi ha incuriosito è stata quella creata da un gruppo di ricercatori italo-francesi che propone uno stile di Marketing Nostrum, basato sul bagaglio valoriale dei paesi Mediterranei.
Infatti mentre il Marketing anglosassone risponde essenzialmente a una richiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><img class="aligncenter size-full wp-image-2257" title="Lenticchia di Altamura" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2010/01/DSC00901.JPG" alt="Lenticchia di Altamura" width="480" height="320" /></p>
<p>Nuove scuole di pensiero nel campo del marketing stanno sviluppandosi negli ultimi tempi e tra questa quella che più mi ha incuriosito è stata quella creata da un gruppo di ricercatori italo-francesi che propone uno stile di <em>Marketing Nostrum, </em>basato sul bagaglio valoriale dei paesi Mediterranei.</p>
<p>Infatti mentre il Marketing anglosassone risponde essenzialmente a una richiesta di individualizzazione e personalizzazione da parte dei consumatori, l’approccio mediterraneo cerca di ristabilire un legame sociale arcaico e comunitario. Secondo questi studiosi la tendenza del consumo postmoderno è quella di andare verso una sorta di “ri-radicamento” al territorio, attraverso la ricerca di radici e legami sociali.</p>
<p>Per quanto riguarda il settore agricolo locale considero che le possibilità dell’utilizzo di un marketing mediterraneo siano più che giustificate ed appropriate e mi riferisco in particolare alla &#8220;<a href="http://www.agrogreenservice.it/la-lenticchia-di-altamura/">Lenticchia di Altamura</a>&#8221; che forse a ragione di molti è stato il primo prodotto a rendere famosa la nostra città e a dare lavoro e reddito in periodi difficili. Prima che del Pane Dop di Altamura, prima del Settore del mobile imbottito, ogni famiglia di Altamura e non solo aveva un legame con tale coltura, da chi la coltivava a chi la lavorava fino a colui che la commercializzava ogni famiglia aveva almeno una persona che traeva reddito e da questa produzione.</p>
<p><!--:--><span id="more-2255"></span><!--:it-->Quale ri-radicamento più forte potrebbe essere la ripresa di una coltivazione legata ad un territorio con una storia ed una tradizione come è Altamura e la sua Lenticchia? Le speranze sono tante anche se i personalismi negli ultimi periodi si sprecano. Forse in passato ognuno sapeva quale era il suo compito e con professionalità e umiltà faceva la sua parte per rendere grande un territorio che forse è arrivato a quello che è oggi anche grazie ad un piccolo seme che come la tradizione vuole viene cucinato per la fine dell&#8217;anno e investito di tutte le richieste ed aspettative per il nuovo anno.</p>
<p>Speriamo che il 2010 porti un pò di buonsenso a tutti compreso me per un percorso nuovo e propositivo</p>
<p>Buon anno a tutti.<!--:--></p>
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		<title>Speciale frutti tropicali II</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 08:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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Continua il mio piccolo inserto sui frutti tropicali, come promesso vi descrivo brevemente e vi racconto curiosità, trovate qua e là sull’avocado, il frutto della passione e l’achechengi. Prima di passare all’esotico vorrei ricordarvi che stanotte è tradizione mangiare, oltre alla nostra amata Lenticchia di Altamura, anche 12 chicchi di uva per avere fortuna tutto [...]]]></description>
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<p style="TEXT-ALIGN: center"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><img class="aligncenter" title="frutta" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2009/12/frutta-260x380-custom.jpg" alt="frutta" width="260" height="380" /></p>
<p>Continua il mio piccolo inserto sui frutti tropicali, come promesso vi descrivo brevemente e vi racconto curiosità, trovate qua e là sull’avocado, il frutto della passione e l’achechengi. Prima di passare all’esotico vorrei ricordarvi che stanotte è tradizione mangiare, oltre alla nostra amata Lenticchia di Altamura, anche 12 chicchi di uva per avere fortuna tutto l’anno. L’uva è simbolo di vita, di resurrezione e quindi di immortalità, tanto che un tempo si lasciava essiccare sui tralicci o nei solai per consumarla nel periodo Natalizio. Oggigiorno la si trova abbondantemente presente sui mercati ortofrutticoli ma per la maggior parte proveniente dal Cile e dall’Egitto.<br />
In ogni caso colgo occasione per auguravi una buona vigilia di Capodanno e che questo 2010 vi sia più prospero.<!--:--><span id="more-2238"></span><!--:it--></p>
<p> <img src="http://farm1.static.flickr.com/166/375423476_5d06d7e0ea.jpg" alt="" width="125" height="200" />  L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Persea_americana">avocado</a> frutta della pianta sempreverde Persea americana è originario del Messico del sud e del Centro America. Gli Aztechi lo consideravano un afrodisiaco e gli diedero il nome ahuacatl, che significa testicoli, sia per la forma del frutto che per come pende dall’albero. Gli spagnoli non riuscendo a pronunciare correttamente la parola azteca lo chiamarono aguacate, modificatosi poi in abogado in spagnolo moderno, avocat in francese, avocado in inglese e così via. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ernest_Hemingway">Hemingway</a> lo definì &#8220;un cibo che non ha rivali tra i frutti, il vero frutto del paradiso&#8221;. Infatti rispetto agli altri frutti freschi ha la particolarità di essere molto ricco di grassi e piuttosto povero di carboidrati. A differenza di quasi tutti gli altri frutti, il suo metabolismo porta principalmente alla produzione di grassi e non di zuccheri. In 100 grammi di un avocado maturo ci sono mediamente 8 grammi di carboidrati e 10-20 grammi di grassi, ma la percentuale di grassi, principalmente monoinsaturi, può arrivare anche al 30 per cento a seconda della varietà. Per questo motivo veniva utilizzato su molte navi nel ‘700 come sostituto del burro, spalmato sulle gallette, e venne così soprannominato “il burro del marinaio”.<br />
La qualità dei grassi presenti lo rende simile all’olio di oliva, avendo il 75% di grassi monoinsaturi, il 15% di grassi saturi e il 10% di poliinsaturi (omega 6). Contiene anche varie sostanze benefiche, come carotenoidi, tocoferolo e beta-sitosterolo .<br />
Esistono tre varietà: la Antillana, la Messicana e la Guatemalteca. Le due principali sono la varietà Fuerte e la Hass. La differenza fondamentale tra le due varietà risiede nella grandezza e nella buccia quando il frutto è maturo. La Fuerte di grosso calibro, di forma allungata simile ad una pera, mantiene la buccia verde ed è la varietà a cui siamo abituati perché è stata la prima ad essere stata introdotta in Italia negli anni 80, mentre l’Hass di calibro più piccolo varietà più pregiata e dalla buccia corrugata, diventa viola scuro o addirittura nera a maturazione avvenuta, la cui polpa è più buona soda e saporita.<br />
Occhio all’acquisto, un avocado è pronto quando è leggermente morbido alla pressione delle dita, cioè quando la polpa cede senza lasciare un solco, se lascia solchi è troppo maturo non acquistatelo, se è troppo duro bisogna farlo maturare e va bene riporlo in sacchetti di carta con mele.</p>
<p> </p>
<p><img src="http://www.exquisine.de/net/fruits/bilder/maracuja.jpg" alt="" />Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Passiflora">Frutto della passione </a>e&#8217; il frutto di una pianta erbacea rampicante <em>Passiflora edulins</em> che raggiunge anche i 10 metri d&#8217;altezza. Il nome gli fu dato dai missionari spagnoli che, vedendo i grandi e splendidi fiori bianchi dal centro rosa o viola per la prima volta, gli riconobbero nella forma i simboli della passione di Cristo: nei tre steli si vedono infatti i chiodi della crocifissione, mentre gli stami rappresentano le piaghe di Gesu&#8217;, circondati dalla corona di spine; il ricettacolo sarebbe il calice ed i petali le vesti del Signore. Di questo frutto ne esistono due varieta&#8217;: la &#8220;Granadilla&#8221;, dalla buccia color giallo-arancio brillante, e la &#8220;Maracuja&#8221;, dalla buccia color rosso-violetto.<br />
La polpa e ricca di semi ha un sapore leggermente acidulo ma è un vero e proprio concentrato di energia: e&#8217; ricco di zuccheri, vitamina A (molto utile per la vista), B, C ed E; di sali minerali quali il ferro, il fosforo e soprattutto il potassio (un solo frutto contiene in media quello di due-tre banane). E&#8217; percio&#8217; ottimo per chi soffre di ritenzione idrica e di gastrite e colite, ed e&#8217; utile a prevenire le malattie cardiovascolari, l&#8217;esaurimento nervoso e alcuni tipi di tumori; possiede anche proprieta&#8217; antiossidanti. Le tribu&#8217; indigene del Rio delle Amazzoni lo usano come sedativo ed antidolorifico, ha un elevato tenore calorico 100 g. di polpa forniscono circa 90 kcalorie.<br />
Le varietà australiane rispetto a quelle sud-americane e brasiliane sono più delicate e meno acidule.<br />
Occhio all’acquisto: la polpa deve essere profumata, la buccia appena cedevole al tatto rugosa segno che il frutto è maturo</p>
<p> </p>
<p><img src="http://www.fungoceva.it/erbe_ceb/image_erbe/physalis_alchechengi4.jpg" alt="" width="200" height="145" /> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Physalis_alkekengi">Alchechengi</a> o lanterne cinesi, è frutto di una pianta perenne <em>Physalis alkekengi</em> diffusa in tutti i continenti. Sulle sue origini ci sono diverse ipotesi alcuni menzionano l’America del sud altri la Cina o il Giappone, ma fatto sta che sono denominate anche lanterne cinesi in quanto il frutto, che è una bacca, è racchiuso in calici cartacei non commestibili. L’alchechengi appartiene alla famiglia delle Solanacee, tanto per intenderci a quella dei pomodori, peperoni, delle melanzane. Quanto alle sue proprietà nutritive è ricca di vitamina C, ne contiene il doppio del limone, ricca di tannini grazie ai quali ha proprietà diuretiche e depurative impiegate soprattutto contro la ritenzione urinaria, nel caso di nefriti, gotta, calcoli renali e vescicali e comunque in tutte le forme cui è interessato l’apparato urinario; astringente in caso di diarrea. Nel scegliere i frutti essi devono essere sodi, sani e di colore uniforme, si trovano in commercio con il calice il quale dovrà essere friabile, segno che il frutto è maturo.<br />
Comunque gli alchechengi sono noti e abbinati al cioccolato fondente, questo perché hanno un sapore abbastanza agrumato che vi si sposa magnificamente.</p>
<p> </p>
<p>Auguri di cuore da tutto lo staff di Agrogreen Service!</p>
<p> Via |: rivista giardinaggio; <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/08/08/lavocado-un-frutto-strano/">bressanini-le scienze</a><!--:--></p>
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		<title>Green Marketing e &#8220;Lenticchia di Altamura&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 07:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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Pochi giorni fa, durante una discussione con alcuni amici, mi è stato chiesto in cosa consistesse il Green Marketing e perchè nel nostro progetto la &#8220;Lenticchia di Altamura&#8221; era considerata un prodotto con cui ben si abbinava questo nuovo modo di fare marketing.
La spiegazione è stata naturale per una serie di motivi alcuni prettamente scientifici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><img class="aligncenter size-full wp-image-2236" title="Lenticchia di Altamura e Green Marketing" src="http://www.agrogreenservice.it/wp-content/uploads/2009/12/Ruvo1021giugno05.JPG" alt="Lenticchia di Altamura e Green Marketing" width="480" height="360" /></p>
<p>Pochi giorni fa, durante una discussione con alcuni amici, mi è stato chiesto in cosa consistesse il Green Marketing e perchè nel nostro progetto la &#8220;<a href="http://www.agrogreenservice.it/la-lenticchia-di-altamura/">Lenticchia di Altamura</a>&#8221; era considerata un prodotto con cui ben si abbinava questo nuovo modo di fare marketing.</p>
<p>La spiegazione è stata naturale per una serie di motivi alcuni prettamente scientifici altri culturali e/o colturali. Infatti la lenticchia essendo una <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/07/azotonitrati-e-lenticchie/">Leguminosa</a> naturalmente fissa l&#8217;azoto atmosferico per poi cederlo al terreno una volta che il ciclo colturale è terminato, permettendo basse richieste di  input chimici non solo per la sua <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/08/lenticchia-tecnica-colturale/">coltivazione</a> ma anche per la successiva coltura. Altro punto a suo favore è la tipicità territoriale del prodotto, coltivato in una zona di pregio o in zone limitrofe al <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/10/1549/">Parco Nazionale dell&#8217;AltaMurgia</a>.</p>
<p>Dal punto di vista morfologico essendo più verde delle altre tipologie di lenticchia commercializzate ha un non so che di Green nel suo corredo. Per finire, dal punto di vista organolettico, con il <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/12/risultati-panel-test-della-lenticchia-di-altamuraa/">panel test</a> da noi messo a punto si sono notate delle differenze, che dovranno essere indagate maggiormente, ma che sono già un buon punto di partenza.</p>
<p>Quindi visto che il Capodanno si avvicina, perchè non preparare un bel <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/08/tagghiarine-con-le-lenticchie-di-altamura/">piatto di &#8220;Lenticchia di Altamura&#8221;</a> Green per un beneaugurante inizio dell&#8217;anno? A voi la scelta.<!--:--></p>
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		<title>Risultati panel test della &#8220;Lenticchia di Altamura&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 08:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Panel Test Lenticchia Altamura 
Domenica 29 novembre l&#8217;Agrogreen Service ha raccolto i dati necessari per dimostrare che la &#8220; Lenticchia di Altamura&#8221; è differente da quella d&#8217;importazione, nel nostro caso di derivazione America, con un livello di fiducia pari al 95%.
Era un risultato che aleggiava nell&#8217;aria, si sapeva, si conosceva, ma non avevamo dati scientifici per dimostrarlo &#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a title="View Panel Test Lenticchia Altamura on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/24403632/Panel-Test-Lenticchia-Altamura" style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;">Panel Test Lenticchia Altamura</a> <object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,0,0" id="doc_323834716070301" name="doc_323834716070301" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" align="middle"	height="500" width="100%" ><param name="movie"	value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=24403632&#038;access_key=key-1spts3g3xbrne08fez2&#038;page=1&#038;version=1&#038;viewMode=list"><param name="quality" value="high"><param name="play" value="true"><param name="loop" value="true"><param name="scale" value="showall"><param name="wmode" value="opaque"><param name="devicefont" value="false"><param name="bgcolor" value="#ffffff"><param name="menu" value="true"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><param name="salign" value=""><param name="mode" value="list"><embed src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=24403632&#038;access_key=key-1spts3g3xbrne08fez2&#038;page=1&#038;version=1&#038;viewMode=list" quality="high" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" play="true" loop="true" scale="showall" wmode="opaque" devicefont="false" bgcolor="#ffffff" name="doc_323834716070301_object" menu="true" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" salign="" type="application/x-shockwave-flash" align="middle" mode="list" height="500" width="100%"></embed></object><br />
Domenica 29 novembre l&#8217;Agrogreen Service </a>ha raccolto i dati necessari per dimostrare che la &#8220; Lenticchia di Altamura&#8221; <strong>è differente</strong> da quella d&#8217;importazione, nel nostro caso di derivazione America, <strong>con un livello di fiducia pari al 95%</strong>.</p>
<p>Era un risultato che aleggiava nell&#8217;aria, si sapeva, si conosceva, ma non avevamo dati scientifici per dimostrarlo &#8230; ora siamo certi di affermarlo la &#8220;Lenticchia di Altamura&#8221; è diversa, quindi consumate, consumate, consumate prodotti locali.</p>
<p>Abbiamo ritenuto opportuno pubblicare la lista di tutti i nostri assaggiatori non professionisti che hanno preso parte all&#8217;esperimento, e grazie a loro non avremmo ottenuto questo risultato.</p>
<p><strong>Pertanto cogliamo occasione per ringraziare tutti i partecipanti al panel test della Lenticchia di Altamura, <a href="http://www.agrogreenservice.it/2009/11/lagrogreen-service-comunica/">organizzato da Agrogreen Service.</a></strong><!--:--></p>
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