Il sesto senso è il grasso!

Come si può apprendere dai testi classici di fisiologia i gusti percepiti dalla lingua sono quattro: dolce, salato, amaro e acido (aspro), nonostante, già dal 1908, il giapponese Kikunae Ikeda, scoprì un quinto gusto percepito dalla lingua: umami, ed ancora oggi ignorato! L’umami è tipico dei cibi ricchi di proteine e caratterizzati da un gusto sapido, per la presenza di composti chimici molto simili al glutammato di monosodico (il dado).
Pare che sia stato scoperto un sesto gusto… Secondo uno studio condotto all’Università Deakin di Melbourne (Australia), un gruppo di scienziati guidati dal Dr Russell Keast e da Jessica Stewart, in collaborazione con colleghi dell’Università di Adelaide, CSIRO, e Massey University (Nuova Zelanda),  hanno scoperto che ci sono individui capaci di percepire la presenza dei grassi non per la loro consistenza quanto per la composizione chimica. Le persone coinvolte nella ricerca erano dotate di diverso livello di sensibilità tale da individuare una vasta gamma di acidi grassi, comunemente presenti nei cibi (acido oleico, linoleico, grassi presenti in bevande al flavour del latte). Inoltre le persone con una spiccata sensibilità a riconoscere i grassi erano dotati di un indice di massa corporea inferiore rispetto a quelli che non erano capaci ed avevano una maggior tendenza a scegliere cibi ipocalorici. Read More »

Il biodegradabile e i pomodori

DSCN0673Non molto tempo fa’, guardando un noto programma televisivo “Geo e Geo” ho sentito un’interessante notizia riguardante il biodegradabile e i pomodori. Incuriosita, ho seguito tutto il servizio in cui i ricercatori del CNR di Pozzuoli hanno presentato un prodotto a base di sostanze di origine marina o agricola, polisaccaridi, rinforzato da fibre provenienti dalla lavorazione degli scarti del pomodoro, ottenendo contenitori completamente biodegradabili da utilizzare per la coltivazione “tray plant”. Con questa tecnica le piante TP(Tray Plant) vengono ingrossate in particolari contenitori di polistirolo da 15 fori (tray o nursery pots) contenenti un substrato costituito principalmente da torba bionda fibrosa. Nel periodo invernale le piante, in pieno riposo vegetativo, vengono tolte dai contenitori di polistirolo, poste in terra e portate a crescita con tutto il substrato e le foglie più giovani. Al posto dei contenitori in polistirolo, normalmente usate per questa tecnica, è possibile usare contenitori completamente biodegradabili, derivanti dagli scarti del pomodoro, in modo da ridurne il loro accumulo ed anche il problema di smaltimento, dato che solo in Italia se ne usano decine di migliaia di tonnellate .

Gli studiosi del CNR hanno pensato bene di utlizzare tali contenitori per interrrare le piantine in quanto vengono attaccati dalla flora microbica e nel giro di poche settimane sono completamente degradati, con il valore aggiunto che il contenitore funge da fertilizzante e le piantine non subiscono lo shock da trapianto. Read More »