Speciale frutti tropicali II

 

frutta

Continua il mio piccolo inserto sui frutti tropicali, come promesso vi descrivo brevemente e vi racconto curiosità, trovate qua e là sull’avocado, il frutto della passione e l’achechengi. Prima di passare all’esotico vorrei ricordarvi che stanotte è tradizione mangiare, oltre alla nostra amata Lenticchia di Altamura, anche 12 chicchi di uva per avere fortuna tutto l’anno. L’uva è simbolo di vita, di resurrezione e quindi di immortalità, tanto che un tempo si lasciava essiccare sui tralicci o nei solai per consumarla nel periodo Natalizio. Oggigiorno la si trova abbondantemente presente sui mercati ortofrutticoli ma per la maggior parte proveniente dal Cile e dall’Egitto.
In ogni caso colgo occasione per auguravi una buona vigilia di Capodanno e che questo 2010 vi sia più prospero. Read More »

Il biodegradabile e i pomodori

DSCN0673Non molto tempo fa’, guardando un noto programma televisivo “Geo e Geo” ho sentito un’interessante notizia riguardante il biodegradabile e i pomodori. Incuriosita, ho seguito tutto il servizio in cui i ricercatori del CNR di Pozzuoli hanno presentato un prodotto a base di sostanze di origine marina o agricola, polisaccaridi, rinforzato da fibre provenienti dalla lavorazione degli scarti del pomodoro, ottenendo contenitori completamente biodegradabili da utilizzare per la coltivazione “tray plant”. Con questa tecnica le piante TP(Tray Plant) vengono ingrossate in particolari contenitori di polistirolo da 15 fori (tray o nursery pots) contenenti un substrato costituito principalmente da torba bionda fibrosa. Nel periodo invernale le piante, in pieno riposo vegetativo, vengono tolte dai contenitori di polistirolo, poste in terra e portate a crescita con tutto il substrato e le foglie più giovani. Al posto dei contenitori in polistirolo, normalmente usate per questa tecnica, è possibile usare contenitori completamente biodegradabili, derivanti dagli scarti del pomodoro, in modo da ridurne il loro accumulo ed anche il problema di smaltimento, dato che solo in Italia se ne usano decine di migliaia di tonnellate .

Gli studiosi del CNR hanno pensato bene di utlizzare tali contenitori per interrrare le piantine in quanto vengono attaccati dalla flora microbica e nel giro di poche settimane sono completamente degradati, con il valore aggiunto che il contenitore funge da fertilizzante e le piantine non subiscono lo shock da trapianto. Read More »